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Somalia, attacco al ministero del Lavoro: 5 morti, ostaggi nell’edificio

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Immagine di repertorio

Nella giornata del 23 marzo 2019 la capitale della Somalia, Mogadiscio, è stata scossa da due forti esplosioni, una delle quali causata da una autobomba: l’attacco è avvenuto vicino alla sede dell’intelligence e del ministero del Lavoro.

Secondo quanto riferito dai media locali, le due deflagrazioni si sono verificate a distanza di circa un’ora l’una dall’altra: la prima nella zona della sede dei servizi, la seconda in quella del Ministero.

Il primo bilancio fornito dai media è di almeno 5  morti e 15 feriti e l’attacco in seguito è stato rivendicato dalla milizia di al Qaeda somala Shabaab.

Dopo l’esplosione dell’ultima bomba si è poi registrata una sparatoria tra le forze di sicurezza e un commando di assalitori formato da almeno 5 persone che era riuscito ad entrare nelle sede del ministero del Lavoro.

Il gruppo sarebbe ancora asserragliato nell’edificio.

Al-Shabab  è un gruppo armato con sede in Somalia che combatte per rovesciare il governo locale filo-occidentale che può contare sul supporto della comunità internazionale.

I miliziani hanno rivendicato diversi attentati nel paese africano e in quelli vicini.

Il gruppo in precedenza era riuscito a imporre il suo controllo sulla maggior parte della Somalia, ma dal 2010 il governo somalo ha riconquistato quasi tutto il paese.

Il gruppo conduce spesso attacchi anche in Kenya ed è stato inizialmente accusato di essere dietro il rapimento della volontaria italiana Silvia Romano, rapita in Kenya.

Notizia in aggiornamento