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Caso David Rossi: omicidio o suicidio? Cosa sappiamo e i punti ancora da chiarire

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DAVID ROSSI MORTE – Era il 6 marzo 2013 quando in circostanze misteriose David Rossi precipitò dalla finestra del suo ufficio al terzo piano della sede centrale del Monte dei Paschi di Siena in circostanze misteriose.

Uno dei grandi misteri italiani, archiviato dalla magistrature per ben due volte come suicidio. Eppure la vicenda sembra tutt’altro che risolta e i punti da chiarire sono numerosi. Per questo la famiglia di David Rossi continua a lottare, convinta che invece si sia trattato di un omicidio. Ma ripercorriamo cosa è successo.

Lo speciale de Le Iene in prima serata

David Rossi aveva 51 anni quando il suo corpo privo di vita venne ritrovato a Vicolo di Monte Pio a Siena, giusto sotto il suo ufficio. Omicidio o suicidio? Rossi era un personaggio di spicco all’interno di Mps, ricoprendo il ruolo di capo della comunicazione. Un compito piuttosto gravoso e delicato in quell’estate del 2013, quando la banca senese era al centro di un grosso scandalo finanziario.

L’intervista di TPI alla figlia: “Mio padre non si è suicidato”

Per due volte, l’ultima nel luglio del 2017, la procura di Siena ha archiviato il caso ritenendo che David Rossi si sia suicidato. Ma la sensazione è che non tutte indagini che potevano portare a galla la verità siano state realmente effettuate.

Un caso su cui da tempo indaga il giornalista de Le Iene Antonino Monteleone, che presenta i risultati della sua inchiesta in uno speciale in prima serata su Italia 1 giovedì 21 marzo. A dare battaglia per scoprire le reali cause della morte di David Rossi è soprattutto la figlia Carolina, che ha annunciato di star lavorando insieme al suo avvocato per chiedere la riapertura del caso.

Caso David Rossi, perquisita la casa di Antonino Monteleone

Caso David Rossi | I dubbi da chiarire

“Qualche settimana fa il capo della procura di Siena Vitello ha incontrato mia mamma e le ha addirittura chiesto scusa per il processo che ha subito. Lo ringraziamo per le sue parole, ma ora vorremmo i fatti”, ha raccontato a Le Iene Carolina Rossi. 

Quello su cui punta la famiglia dell’ex capo della comunicazione di Mps per la riapertura del caso sono in particolare le numerose mancanze investigative. Innanzitutto, perché sono state acquisite le immagini di una sola telecamera di sorveglianza, quando in zona ne erano presenti una decina? Inoltre il filmato dell’unica telecamera venne acquisito solo parzialmente, omettendo il momento dell’ingresso dei soccorritori.

Tra gli altri punti caldi anche le mancate analisi sul corpo di David e sui vestiti indossati dall’uomo in quella sera del 6 marzo 2013, e ancora non sono stati acquisiti in tempo i tabulati delle celle telefoniche per capire con certezza chi fosse transitato nell’area intorno alla banca al momento della tragedia.

Inoltre si sospetta un possibile inquinamento della scena del crimine, confrontando le immagini filmate inizialmente da un agente della Mobile di Siena e le foto scattate successivamente dalla Polizia Scientifica. A far dubitare, infine, anche la distruzione di alcuni fazzoletti sporchi di sangue trovati in un cestino dell’ufficio di Rossi e mai analizzati.