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Compra una confezione di farina e dentro trova escrementi e zampette di topo

La macabra scoperta nel Pescarese. Le indagini dei Nas hanno portato alla chiusura dell'azienda che produceva gli alimenti

Immagine di copertina
Credit: Getty Images

Quando ha aperto quella confezione di farina, l’ultima cosa che immaginava di trovarci dentro erano zampe di topo ed escrementi. E, invece, è proprio questa la macabra e disgustosa scoperta che un cittadino di Pescara ha fatto.

L’uomo ha immediatamente allertato i carabinieri che, attraverso il nucleo speciale dei Nas, hanno subito avviato un’indagine. Indagine che ha portato a galla una verità ancora peggiore di quanto si potesse immaginare.

Durante l’ispezione nell’edificio in cui venivano lavorati gli alimenti e depositate le confezioni di farina e di altri prodotti, i carabinieri dei Nas si sono ritrovati davanti una situazione agghiacciante e disdicevole.

In tutta l’area sono stati ritrovati escrementi di animale e topi morti. Le condizioni igienico sanitarie in cui versava lo stabilimento erano particolarmente precarie. Il nucleo speciale dei carabinieri di Pescara ha rinvenuto all’interno dei locali ben 110 tonnellate di farina e grano in cattivo stato di conservazione. In modo particolare, le confezioni dei prodotti, pronte a finire sugli scaffali dei supermercati, erano sporche e luride.

Immediatamente, al termine delle indagini è scattata la denuncia per il titolare dell’azienda, accusato di commercio di alimenti in cattivo stato di conservazione. Ma non solo: infatti l’uomo ha subito una sanzione amministrativa per aver violato diverse norme igieniche, come attestato dai carabinieri del Nas.

Ora, su disposizione del dirigente del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Asl di Pescara, gli alimenti posti sotto sequestro saranno distrutti. Inoltre, verranno posti i sigilli all’azienda, del valore di tre milioni di euro.

Le disposizioni hanno riguardato anche i prodotti già finiti in commercio. Le confezioni di farina già finite sugli scaffali dei negozi sono state sottoposte a procedura di richiamo, con la speranza che altri consumatori non facciano macabre scoperte.

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