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Genova, i poliziotti condannati per le violenze al G8 del 2001 dovranno pagare 3 milioni di euro

Dopo tre gradi di giudizio, i poliziotti dovranno risarcire le spese legali sostenute dai protestanti durante il processo e ripagare allo Stato i soldi anticipati dai ministeri dell’Interno e della Giustizia nonché ripagare gli avvocati del gratuito patrocinio delle parti civili

Immagine di copertina
Credit: AFP

Sono passati quasi vent’anni dal G8 di Genova del 2001 e dalle violenze dei poliziotti alla scuola Diaz e alla caserma Bolzaneto, ora gli agenti responsabili della “macelleria messicana” sono stati condannati dalla Corte dei Conti a rimborsare lo Stato italiano con 3 milioni di euro.

Dopo tre gradi di giudizio, i poliziotti dovranno risarcire le spese legali sostenute dai protestanti durante il processo e ripagare allo Stato i soldi anticipati dai ministeri dell’Interno e della Giustizia nonché ripagare gli avvocati del gratuito patrocinio delle parti civili.

Il 22 maggio verrà valutata il 22 maggio dalla Corte Costituzionale un’ulteriore condanna di cinque milioni per il danno all’immagine.

La sentenza della magistratura contabile è stata messa ai 24 dirigenti di polizia, ispettori o ex condannati. Ciascuno di loro dovrà pagare tra gli 80 e i 120 mila euro sulla base degli specifici reati accertati.

Tra i condannati: Gilberto Caldarozzi, vice direttore tecnico operativo della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) nominato nel 2017 dall’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e Pietro Troiani, il capo della Polstrada a Roma.

La Corte dei Conti ha condannato i poliziotti che avevano redatto e firmato il verbale falso in cui si certificava che nella Diaz erano stati introdotti molotov dai manifestanti, ma che in realtà furono introdotti dagli agenti, e anche i picchiatori.

I giudici hanno definito i comportamenti della polizia come”un raid militare”, “spedizione punitiva” dettata “dal sonno della ragione”. La Corte dei Conti ha ribadito che i poliziotti avevano “coscienza dell’impunità per le coperture dei vertici”.

Anche la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia per i fatti del G8 di Genova e per la mancanza di un reato di tortura (legge arrivata nel 2017).

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Cosa accadde a Genova nel 2001

Dal 19 al 22 luglio del 2001 si svolse a Genova, in Italia, il G8, il vertice fra i capi di governo dei maggiori Paesi industrializzati al mondo. Durante le quattro giornate dell’incontro, la città divenne teatro di manifestazioni che videro protagonisti diverse associazioni pacifiste e membri del movimento no-global, contrario al fenomeno della cosiddetta globalizzazione.

Le proteste sfociarono spesso in accesi scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. In uno di questi, il manifestante e anarchico italiano Carlo Giuliani, di 23 anni, rimase ucciso da un colpo di pistola del carabiniere ausiliare Mario Placanica, allora ventenne. Era il 20 luglio del 2001.