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F-35, la ministra Trenta blocca l’acquisto dei nuovi caccia: “Il piano va rivisto”

L'acquisto degli aerei militari è uno dei dossier che vede su posizioni contrapposte Lega e M5s

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Un F-35. Credit: Getty Images

Non si ferma il dibattito sull’acquisto degli F35: il 14 marzo 2019 il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha incontrato il premier Giuseppe Conte per discutere diversi argomenti legati alla difesa italiana, tra cui l’acquisto dei caccia realizzati in America.

Secondo quanto comunicato dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi, il Governo italiano ha pagato agli Usa le somme per le commesse che risultano già completate, ma ha predisposto uno stop momentaneo agli acquisti futuri.

La Trenta ha spiegato che nei prossimi mesi i comparti della difesa effettueranno “una ricognizione delle specifiche esigenze difensive dell’Italia, in modo da assicurare che le prossime commesse siano effettivamente commisurate alle nostre strategie”.

Per il momento quindi, l’Italia non proseguirà con l’acquisto degli F-35, limitandosi a pagare soltanto quelli già commissionati e completati.

Il tema degli F-35 è uno dei dossier che dividono gli alleati di Governo. I 5 Stelle si sono sempre opposti all’acquisto degli aerei realizzati dall’azienda Lockheed Martin e la stessa ministra Trenta in passato aveva assicurato che l’Italia non ne avrebbe acquistati di nuovi.

Una posizione diversa poco dopo era stata espressa dal sottosegretario Toffalo (M5s), che aveva invece rimarcato la necessità di usare gli F-35 data la loro efficienza tecnologica.

Un parere che sembra più in linea con la visione del leader della Lega Matteo Salvini che non con quella dei 5 Stelle.

Il ministro dell’Interno è sempre stato un sostenitore dell’acquisto degli F-35 e prima dell’incontro fra Trenta e Conte aveva ribadito che un passo indietro avrebbe comportato un danno economico per l’Italia.

Lo stop imposto da Palazzo Chigi sulle prossime commissioni però dovrebbe placare momentaneamente il dibattito tra Lega e M5s sull’argomento, evitando così che si possa aprire un nuovo teatro di scontro fra Di Maio e Salvini.

La notizia arriva nello stesso giorno in cui il segretario generale della Nato Stoltenberg ha presentato il rapporto annuale 2018 sul contributo dei singoli paesi al bilancio dell’Alleanza: l’Italia è tra i paesi che spendono meno nel settore della Difesa.