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Napoli, ragazzini vandalizzano la scuola gridando le frasi di Gomorra

 

È notte, la scuola è chiusa, vuota: i ragazzi corrono all’impazzata all’interno dell’edificio deserto, gridano frasi tratte dalla serie tv Gomorra, afferrano degli estintori e li usano senza una ragione in mezzo all’auditorium. Non contenti, filmano tutto e pubblicano il video sui social network. Ora rischiano di finire nei guai.

Protagonisti dell’accaduto sono alcuni giovani ragazzi che si sono addentrati di notte in una scuola di Acerra, in provincia di Napoli.

Il video, girato con uno smartphone, è diventato virale ed è stata sporta una denuncia alle autorità giudiziarie. Il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ha annunciato che il Comune si costituirà come parte civile.

L’episodio di vandalismo sarebbe avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 marzo all’interno dell’istituto comprensivo Ferrajolo-Siani.

Nel filmato si vedono due ragazzi, probabilmente minorenni, vestiti in modo simile: jeans e felpa nera. Uno ha un cappello, l’altro il cappuccio alzato sulla testa. I loro volti non si scorgono chiaramente. Oltre ai due c’è il ragazzo che filma. In totale dunque si parla di un gruppo di almeno tre giovani, ma non è escluso che il blitz vandalico possa aver coinvolto più persone.

Nel video si sentono risate e grida in dialetto napoletano: “Sono il numero uno”, urla uno dei giovani.

L’episodio è stato condannato, come detto, dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, che ha parlato di “immagini disarmanti e difficili da commentare”.

“Sono certo che le forze dell’ordine individueranno i responsabili di quei vili atti, costringeremo le famiglie a ripagare i danni di quanto vigliaccamente compiuto”, ha sottolineato il primo cittadino.

“Da questa brutta storia emerga chiaro il fallimento di tutti: Istituzioni, Scuola, Chiesa e Famiglie. Abbiamo fallito. Non abbiamo saputo insegnare, seguire, educare e far crescere i nostri figli”, ha aggiunto Lettieri. “E non abbiamo fatto capire loro neanche la gravità delle loro azioni e del reato commesso. Tutti noi dovremo ripensare il nostro modo di dialogare con questi giovani”.

L’episodio di Acerra ricorda vicino quanto accaduto a gennaio in un liceo di Pisa, devastato da un gruppo di ragazzi incappucciati.