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Algeria: Bouteflika rinuncia a candidarsi e rinvia il voto

Bouteflika, gravemente ammalato, si era detto pronto a ricandidarsi per il quinto mandato

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Il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika. Credit: Ryad Kramdi/AFP

Dopo le numerose proteste che da settimane sconvolgono l’Algeria, il presidente Abdulaziz Bouteflika, ha deciso di non presentarsi alle elezioni e ha rinviato le urne previste inizialmente per il 18 aprile.

La notizia è stata data dall’agenzia di stampa ufficiale Aps, che cita una nota della presidenza algerina.

Bouteflika, gravemente ammalato, si era detto pronto a ricandidarsi per il quinto mandato, scatenando le proteste della popolazione.

L’11 marzo 2019 anche l’esercito aveva cambiato la propria posizione e appoggiato i manifestanti.

“L’esercito condivide le stesse aspirazioni e valori del popolo per una visione comune del futuro dell’Algeria”: aveva detto Ahmed Ghaid Salah, capo di Stato maggiore dell’Esercito algerino.

“L’Esercito nazionale è fiero di appartenere al popolo, ed insieme sapremo preservare la nazione. L’Algeria e l’esercito sono fortunati ad avere questo popolo, un popolo cosciente delle sfide che pone un mondo senza pietà”.

Contro la ricandidatura del presidente algerino si erano schierati anche più di mille magistrati, minacciando di non supervisionare le elezioni presidenziali previste per il  18 aprile se Bouteflika si fosse davvero candidato per un quinto mandato.

Chi è Bouteflika – In carica dal 1999, l’attuale presidente dell’Algeria è apparso raramente in pubblico da quando ha avuto un ictus nel 2013. Domenica 10 marzo ha fatto ritorno nel paese africano dopo aver trascorso due settimane nell’ospedale universitario di Ginevra, in Svizzera.

Secondo quanto rivelato dal quotidiano svizzero Tribune de Geneve, il presidente ha bisogno di cure costanti perché affetto da problemi neurologici, respiratori e anche da afasia, la perdita parziale del linguaggio.

Dal 22 febbraio, gli algerini manifestano nelle città di tutta l’Algeria per chiedere al capo dello Stato di rinunciare a un nuovo mandato.

Giovedì 14 marzo il Consiglio costituzionale dovrebbe rendere nota la lista dei candidati ammessi al voto di aprile, che è stato però rimandato dopo il passo indietro del presidente.