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Morto da 20 anni per l’Inps, ma lui si gode la pensione in Germania

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Un po’ come Il Fu mattia Pascal, in Italia lo danno per morto. È la storia del signor Giovanni, pensionato pugliese, che per l’Inps risulta deceduto. “Mia moglie è sposata con me che per l’Inps sono morto dal 1999. Ma solo in Italia”, ha spiegato l’uomo, che vive felicemente in Germania.

Giovanni Basile è morto per l’Inps ma vivo per l’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero. Basile è infatti residente ancora a Monaco di Baviera dove ha lavorato per anni.

L’arzillo pensionato foggiano, ha scoperto di “essere morto” perché si è recato nella sua città in Italia per richiedere il reddito di cittadinanza al Caf. Il signore ha confuso il Reddito di cittadinanza con l’assegno sociale, ha scoperto la cosa quando la sua attuale moglie si è rivolta all’Inps per comunicare che non aveva più diritto all’assegno sociale che percepiva prima del matrimonio. Alla moglie, di origini ucraine, è stato detto:  “Nei nostri archivi, Giovanni Basile risulta deceduto nel 1999”.

“Mia moglie è Ucraina, ci siamo sposati nel 2017 qui in Italia, a Lucera. Io, però, ho ancora la residenza a Monaco di Baviera, in Germania, dove ho lavorato per anni. All’estero, dunque, sono vivo. Mentre in Italia risulto deceduto”, spiega il pensionato.

Per rimediare, e per regolarizzare la sua posizione in Italia, il signor Giovanni deve preparare una autocertificazione di esistenza in vita e presentarla poi all’Inps

Secondo il Caf “l’inghippo è saltato fuori quando, dopo aver contratto il matrimonio nel 2017, la moglie del signor Giovanni ha perso il diritto all’assegno sociale. Nel presentare la domanda di rinuncia alla pensione sociale, ci siamo accorti però che per l’Inps il signor Giovanni era di fatto morto il 5 agosto 1999”.

“La vita è tutta una bestialità, e allora dica un po’ lei che cosa significa il non averne commessa nessuna: significa per lo meno non aver vissuto”, scriveva Pirandello.

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