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La legge sulla legittima difesa è l’allungamento del pene del maschio italiano medio

Questa legge (che ne sostituisce una che funzionava benissimo) ha un fondo di machismo che sembra la caricaturale involuzione del salviniano italico: un uomo che vorrebbe il diritto di difendersi da solo. L'opinione di Giulio Cavalli

Immagine di copertina
l vicepremier Matteo Salvini imbraccia un fucile durante la sua vista in Qatar

Una legge totalmente inutile ma, come al solito quando si tratta di Salvini, raccontata benissimo, questa volta non solo inventandosi un’emergenza che non c’è (come molte altre volte) ma addirittura creando ulteriori problemi in un Paese in cui si sta acutizzando la violenza verso stranieri e presunti nemici più o meno immaginari (lo racconta benissimo la relazione dei Servizi Segreti, non sono nostre opinioni).

Dal punto di vista giuridico si è detto quasi tutto: una legge sulla legittima difesa esiste già e funziona benissimo. L’articolo 52 del Codice Penale (e l’articolo 59) già nel 2006 erano stati ritoccati per chiarire quando si verifichino i casi di difesa legittima, basandosi sulla proporzionalità dell’offesa e soprattutto “bisogna che ci sia la “necessità” e il pericolo deve essere “presente e incombente”.

Tra tutte le sceneggiate di Salvini, per dire, in onore di presunti derubati che si sono solo difesi c’è gente che ha mirato alle spalle un ladro già ben lontano e in fuga e c’è chi ha legato un ladro, l’ha fatto inginocchiare e gli ha sparato perforandogli un polmone.

Niente a che vedere con il diritto di difendersi con cui si stanno riempiendo in molti la bocca in questo ultime ore. La nuova legge voluta da Salvini (e dal Movimento 5 Stelle, anche se finge, al solito, di averlo dovuto fare) va a toccare invece il diritto di proporzionalità che è il punto cardine della legittima difesa in qualsiasi paese giuridicamente evoluto.

Qualche giorno fa l’Associazione Nazionale Magistrati ha fatto un esempio molto chiaro: “Se io minaccio un’altra persona solo verbalmente, o se minaccio di sottrargli la borsa e quella persona reagisce e mi spara, è chiaro che non c’è principio di proporzionalità ed è evidente come ogni intervento sotto questo profilo è inammissibile”. È tanto semplice, no?

E ha ragione Roberto Saviano quando dice che uno Stato che vuole prendersi la responsabilità di essere Stato non regala la pistola ai suoi cittadini ma piuttosto si occupa di far funzionare meglio (magari pagando anche, meglio) le sue forze dell’ordine per la sicurezza dei cittadini piuttosto che esibirli in qualche felpa che non incide per nulla sulla sicurezza del Paese.

Eppure regalare la pistola ai cittadini riflette perfettamente questo tempo, al di là delle discussioni giuridiche. È un’arma ma in fondo è il loro allungamento del pene.

La legittima difesa non porta sicurezza ma porta il maschio italiano medio a poter avere una nuova protuberanza con cui intimidire l’avversario e vantarsene nel dileggio. Questa legge (che ne sostituisce una che funzionava benissimo) ha un fondo di machismo che sembra la caricaturale involuzione del salviniano italico: un uomo che vorrebbe il diritto di difendersi da solo con il suo buonsenso come unica legge e come unico limite. E Salvini, furbescamente, è riuscito ad accontentarli.