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Reddito di cittadinanza: da oggi al via le domande, ecco cosa sapere per richiedere il sussidio

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Credit: Filippo Attili

È ufficiale: il reddito di cittadinanza parte oggi. Dal 6 marzo 2019 è infatti possibile fare domanda per richiedere il sussidio, destinato alla fascia di popolazione che si trova sotto la soglia della povertà assoluta.

A partire da questa mattina sono previste file nei Caf e alle post, che insieme al sito, sono i modi attraverso i quali poter inoltrare le richieste. Per evitare ressa è consigliato presentarsi in ordine alfabetico: oggi si parte con la lettera A e B.

Qui una serie di link utili sul reddito di cittadinanza:

Per ricevere il sussidio già dal mese di aprile, si può fare domanda entro la fine di marzo. Qui un link utile per capire se si è in possesso dei requisiti per poter fare domanda.

Per fare domanda del reddito di cittadinanza bisogna essere in possesso del modello Isee aggiornato e inferiore a 9.360 euro annui.

Si può fare richiesta online o presso gli uffici postali o i Caf entro il 15 aprile. Le domande poi verranno inviate all’Inps, che controllerà i requisiti e dal 26 aprile le Poste comunicheranno via sms o e-mail se la domanda è stata accettata. In quel caso a maggio si potrà andare alla Posta e ritirare la card su cui viene caricato l’importo del reddito. La CartaRdc, molto simile a una Postepay, è già attiva e precaricata con l’importo spettante.

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Due terzi delle persone che beneficeranno del reddito di cittadinanza non dovranno firmare il patto per il lavoro, cioè non dovranno impegnarsi a trovare un lavoro, con l’aiuto dei tutor. A fornire questo dato è l’Istat, secondo cui la misura è più uno strumento di lotta alla povertà che un modo per inserire nel mondo del lavoro i disoccupati.

La platea di persone interessate al reddito di cittadinanza è di 2,7 milioni di individui. Di questi, sono occupabili 897mila persone, oltre la metà tra i 45 e i 64 anni.

Non sono ancora stati assunti dall’Anpal, l’agenzia nazionale politiche attive e lavoro, i navigator, le persone che avranno il ruolo di trovare un lavoro a chi sarà beneficiario del reddito. Lo scontro tra governo e regioni è aperto. I comuni denunciano che vi è carenza di personale, in particolare per coloro che dovranno occuparsi dei beneficiari del reddito non idonei al lavoro e che dovranno essere inseriti nei programmi di inclusione sociale.