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Torna Momo, il mostro di WhatsApp: si nasconde nei cartoni animati per i bambini

Immagine di copertina

Torna il mostro Momo, ma questa volta non più su WhatsApp.

L’inquietante creatura dagli occhi enormi, con capelli unti e neri e un sorriso inquietante che mesi va era spopolato sul sito di messaggistica istantanea e che era stata collegata anche ad un caso di suicidio adesso ha preso di mira i bambini.

Se prima per avere foto del mostro bisognava richiederle contattando uno specifico numero, adesso le sue immagini sono state inserite in video di Peppa Pig e di Fortnite.

I filmati in cui sono stati ritrovati fotogrammi di Momo sono per lo più innocui, ma ad un certo punto ci si trova di fronte il volto del mostro.

Momo mostro di WhatsApp

Del mostro di WhatsApp si iniziò a parlare nell’estate del 2018, quando iniziarono a diffondersi le foto di  una creatura inquietante: per avere questi scatti bisognava chiamare un numero con il prefisso giapponese.

Con il tempo si erano diffusi anche altri due numeri, uno del Messico (+57) e uno della Colombia (+52), e la situazione è andata via via degenerando, fino a diventare leggenda.

Alcuni utenti nel mondo infatti hanno raccontato di aver ricevuto immagini di Momo e suoi messaggi senza averli richiesti, tra l’altro nel cuore della notte.

Come se non bastasse, alcuni hanno anche affermato di aver ricevuto vere e proprie minacce dal mostro, che ordinava loro di eseguire i suoi ordini per non incorrere in terribili conseguenze.

I messaggi di Momo infatti lasciano intendere che il mostro – e chi si nasconde dietro questo falso profilo – conosca ogni dettaglio della vita privata dell’utente contattato.

Secondo alcuni giornali pare addirittura che una ragazza in Argentina si sarebbe suicidata dopo essere stata contattata dal mostro Momo. È nata così una corrente più oscura che ha comparato Momo al fenomeno della “blue whale”, il gioco che sembra istighi al suicidio decine di adolescenti in tutto il mondo.