Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Occupazione, innovazione, ambiente: Governo bocciato dall’Agenzia per lo sviluppo sostenibile

L'Asvis avverte: "La manovra non fa abbastanza per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030"

Immagine di copertina
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio. Credit: Alberto PIZZOLI / AFP

L’Agenzia italiana per lo Sviluppo sostenibile (Asvis) boccia il Governo M5S-Lega: “Nella legge di Bilancio 2019 sono pochi i provvedimenti in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, si doveva fare di più su occupazione, innovazione e ambiente”.

E il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, replica ricordando alcune misure varate dall’esecutivo – reddito di cittadinanza, bonus per l’acquisto dell’auto elettrica – e altre che saranno inserite nella prossima manovra, come “profili di riforma della fiscalità volti a sostenere la riconversione ecologica verso fonti energetiche rinnovabili” e la cosiddetta “Ires verde”.

Il botta e risposta va in scena nell’Auletta dei gruppi a Montecitorio, dove l’Asvis (che riunisce 200 enti tra associazioni, fondazioni e università) ha organizzato un convegno proprio per discutere di cosa l’Italia sta facendo, e non facendo, per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030. Conte è tra i relatori, insieme al presidente della Camera, Roberto Fico.

L’Agenda 2030 è un piano sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei Paesi membri dell’Onu che fissa 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 nell’ottica di uno sviluppo sostenibile: tra questi ci sono “sconfiggere la povertà e la fame”, “la parità di genere”, “l’energia pulita e accessibile” e “la lotta contro il cambiamento climatico”.

“La legge di Bilancio 2019 avrebbe potuto fare molto di più per portare l’Italia su un percorso in linea con l’Agenda 2030, anche perché il ritardo accumulato dall’Italia è molto ampio”, sottolinea nel corso del convegno a Montecitorio Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvis, nonché ex presidente dell’Istat e ministro del Lavoro ai tempi del Governo Letta.

L’Agenzia ha analizzato la manovra con l’aiuto di 300 esperti: nella relazione conclusiva vengono evidenziati “l’assenza di interventi sistemici per l’economia circolare, la transizione ecologica dei sistemi produttivi e l’occupazione giovanile e femminile, così come i timidi provvedimenti nel campo della lotta al cambiamento climatico e al degrado ambientale”.

Eppure, sottolinea l’Asvis, “la stragrande maggioranza degli italiani si dichiara favorevole alle politiche per lo sviluppo sostenibile”: l’agenzia sfodera i risultati di un sondaggio secondo cui il 63,6 per cento si dichiara “favorevole”  e il 20 per cento “molto favorevole”.

“Serve un deciso cambio di passo”, avverte il presidente dell’Agenzia, Pierluigi Stefanini.

Secondo l’Asvis, tra il 2016 e il 2017 l’Italia ha mostrato segni di miglioramento in dieci aree e di peggioramento in tre ambiti. I miglioramenti ci sono stati nelle aree: povertà, salute, uguaglianza di genere, condizione economica e occupazionale, innovazione, disuguaglianze, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e di consumo, qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide e cooperazione internazionale. Il Paese è invece peggiorato in termini di alimentazione e agricoltura sostenibile, acqua e strutture igienico-sanitarie, sistema energetico, condizioni degli ecosistemi terrestri. La situazione è apparsa, infine, invariata negli ambiti educazione e lotta al cambiamento climatico.

Anche il presidente Fico rimarca il ritardo dell’Italia. “Nonostante i progressi compiuti in alcuni campi negli ultimi mesi, siamo ben lontani dai target. Tenendo questo passo, non saremo in grado di centrare gli obiettivi che ci siamo impegnati a raggiungere entro il 2030”, dice. “Dobbiamo dunque cambiare rapidamente passo e avere il coraggio di operare scelte pubbliche che guardino al futuro”.

A tutte queste preoccupazioni il premier Conte risponde assicurando che il Governo, da un lato, sta portando avanti “politiche di sostegno come il reddito di cittadinanza” e “un meccanismo di incentivi per l’acquisto di auto elettriche” e, dall’altro, inserirà nella prossima manovra “profili di riforma della fiscalità volti a sostenere la riconversione ecologica verso fonti energetiche rinnovabili e processi sostenibili come l’Ires verde”.

LEGGI ANCHE: Il 15 marzo lo sciopero per l’ambiente: così la protesta di una bambina diventa una marcia mondiale