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Carne di elefante inscatolata come cibo per cani: la fine dei pachidermi del Botswana

Il rapporto del governo mira a riaprire la caccia agli elefanti e di destinarne la carne all’industria degli alimenti in scatola

Immagine di copertina
Credit: AFP

Il Botswana, che ospita circa 130mila elefanti, è una delle mete turistiche più apprezzate dagli amanti della natura. I pachidermi sono diventati tra le principali attrazioni per i visitatori dello stato africano, ma il governo locale sostiene siano troppi e troppo pericolosi.

Danneggiano il raccolto e spaventano le persone nei villaggi: gli elefanti per l’amministrazione del Botswana sembrano essere diventanti più un problema che una risorsa. Per far fronte a questa situazione è stato riproposto un rapporto ministeriale voluto dal presidente Mokgweetsi Masisi che mira ad abolire il divieto di caccia dei pachidermi che in vigore nel Paese dal 2014, e di introdurre l’abbattimento dell’animale per destinarne la carne all’industria degli alimenti in scatola. In particolare per farla diventare alimento in scatola per cani e gatti.

Il presidente, eletto nell’aprile 2018, ha spiegato che la decisione dovrà essere discussa e concordata anche in Parlamento, che dovrà poi ratificarla.

Il bracconaggio di elefanti

Il bracconaggio di elefanti in Botswana ha raggiunto un livello “senza precedenti”, è quanto rivela uno studio pubblicato a settembre. Un sondaggio registrato 90 carcasse di elefanti nel nord del paese, nel 2014 nello stesso periodo il numero delle carcasse non superava la decina.

Elephants Without Borders, che sta conducendo un’indagine nell’aerea, ha detto che il numero di morti provocati dal bracconaggio è la più grande vista in Africa.