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Venezuela, la polizia spara contro gli indigeni al confine con il Brasile: un morto

La notizia è stata riportata dai media locali, che citano il deputato dell'assemblea nazionale Americo De Grazia

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Il 22 febbraio 2019 si sono registrati violenti scontri al confine tra Venezuela e Brasile, culminati con la morte di una persona e il ferimento di altri manifestanti.

La notizia è stata riportata dai media locali, che citano il deputato dell’assemblea nazionale Americo De Grazia.

Il presidente Nicolas Maduro in giornata aveva dato ordine di chiudere il confine con il Brasile per bloccare l’arrivo degli aiuti umanitari.

Alcuni uomini della forza di sicurezza autonoma della comunità indigena, la Aretauka, hanno cercato di fermare un convoglio di truppe che si stava dirigendo a Santa Elena de Uarein quando i militari hanno aperto il fuoco

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L’ex capo dei servizi segreti Hugo Carvajal ha espresso il suo appoggio al presidente ad interim Juan Guaidó, denunciando la “più grave crisi repubblicana ed umanitaria” della storia moderna del Venezuela.

Il suo endorsement al leader dell’opposizione è arrivato in un video pubblicato su Twitter in cui il militar ha anche chiesto a Maduro di “assumersi le sue responsabilità” e di lasciar entrare gli aiuti umanitari nel paese.

“Hai assassinato centinaia di giovani scesi in piazza per rivendicare i diritti che hai rubato loro, questo senza contare quelli che sono morti per mancanza di medicine e sicurezza”, continua il militare nel video.

“Prenditi la responsabilità della miseria in cui hai trascinato il nostro paese, della crisi umanitaria, economica, politica e sociale in cui hai fatto precipitare tutto il paese”.