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Il conte di Montecristo: la recensione di TPI

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Il conte di Montecristo recensione | Di cosa parla

IL CONTE DI MONTECRISTO RECENSIONE – L’idea di leggere “Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas, mi ha sfiorata in un estate di luglio a Grottaferrata. Stavo cercando qualcosa da leggere e gli occhi si sono soffermati su questo libro. L’ho preso dalla libreria e mi sono resa conto del bel mattone che avevo tra le mani. Ho pensato che fosse il libro per me. E’ una storia che può sembrare assurda: come fa un prigioniero a scappare da un carcere arroccato sul mare e sopravvivere? Era la domanda che mi assillava. La risposta è arrivata praticamente subito: è un romanzo.

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Il sentimento predominante del libro è la vendetta ed è quello che spinge il protagonista a sopravvivere e a portare a compimento il suo piano.

Siamo nel 1815 a Marsiglia, anno della restaurazione Borbonica. Edmond Dantès è un marinaio della nave mercantile Pharaon. Sta ottenendo tutto quello che vuole: sposarsi, con la spagnola Mercedes, ed essere promosso capitano.

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Adesso facciamo la conoscenza dei nemici invidiosi: Danglars, scrivano della nave e aspirante capitano, geloso del successo di Dantes, organizza una trappola per incastrarlo e strappargli la promozione. I suoi complici sono Fernand Mondego (cugino di Mercédès e innamorato di lei) e Gaspard Caderousse (l’invidioso vicino di casa di Dantès).

Danglars scrive una lettera anonima dove denuncia Edmond accusandolo di essere un agente bonapartista. La missiva finisce nelle mani del sostituto procuratore del re e magistrato pubblico Gérard de Villefort, inflessibile lo fa incarcerare e Dantès viene portato nella prigione del Castello d’If dove è condannato per il resto della vita.

Quando la speranza di tornare libero si sta affievolendo, come una manna dal cielo, conosce l’abate Faria che da anni sta scavando un tunnel sotterraneo nella speranza che possa condurlo fuori dalla fortezza.

Per conoscere il finale dovete andare in libreria….

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