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L’idea di Salvini per prendersi (anche) l’Europa: le alleanze e il nuovo gruppo sovranista

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Credit: Alberto PIZZOLI / AFP

I sondaggi sono più che rosei per Matteo Salvini: 27 eurodeputati dopo le elezioni europee del 26 maggio. Se tutto va come le previsioni, la Lega diventerà il secondo partito in assoluto in Europa, e ovviamente il primo in Italia.

Adesso, per Matteo Salvini inizia la sfida di creare un solido gruppo sovranista trasversale a tutti i paesi membri. Si parla addirittura di 100 eurodeputati, anche se non sarà facile mettere insieme anime diverse, pur accomunate nella grandissima famiglia dei populisti.

Secondo quanto riferisce l’Huffington Post, si fa strada l’idea di un’iniziativa sovranista a Strasburgo a marzo, in occasione della plenaria dell’Europarlamento.

Nel grande fronte sovranista potrebbe finire, oltre alla Lega, data a 27 seggi, anche Rassemblement National di Marine Le Pen, con 21, ‘Diritto e giustizia’ del polacco Jaroslaw Kaszynski con 24 deputati, l’Afd (Germania) con 12, Vox (Spagna) con 6, Fpo di Christiane Strache con 5.

Si tratterebbe quindi di mettere insieme partiti nazionali che oggi sono spalmati su altri gruppi europei. Per esempio, i polacchi di Kaszynski  sono oggi nel gruppo dei Conservatori e Riformisti (Ecr), mentre di deputati del partito di Le Pen oggi sono nello stesso gruppo della Lega, Enf (Europa delle Nazioni e delle libertà).

Visti i numeri, l’obiettivo di Salvini è formare un gruppo sovranista che possa pesare sugli equilibri e le alleanze in parlamento. Dal momento che il partito popolare europeo potrebbe per la prima volta nella storia non avere una maggioranza, potrebbe essere “costretto” a formare un’alleanza con i sovranisti, che così avrebbero voce in capitolo sulla formazione della prossima Commissione europea.

La Lega si prepara a stare dalla parte “giusta” del parlamento, che con ogni probabilità non è la stessa dei Cinque Stelle, che stanno ancora facendo fatica a creare alleanze utili in Europa. I partiti con cui Luigi Di Maio ha già stretto un accordo, e che si sono riuniti a Roma lo scorso 15 febbraio, sono tutti partiti piccoli e con poche probaili

Secondo i sondaggi i popolari del Ppe saranno comunque il primo partito, a ridimensioneranno molto il loro numero di deputati, passando dagli attuali 217 a 183. In calo anche i socialdemocratici, che passerebbero dai 186 attuali a 135. La somma dei seggi dei due partiti non è sufficiente ad avere la maggioranza. Rimane da capire a chi si rivolgeranno i popolari per avere i 353 seggi necessari alla maggioranza.

Salvini ha già incontrato Kaczyński in Polonia lo scorso 9 gennaio: “Piena condivisione sul tema della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina con il ministro dell’interno polacco. Con il presidente del Consiglio abbiamo parlato delle relazioni tra i due Paesi. Con Kaczyński abbiamo parlato dell’Europa che verrà, contro la burocrazia europea. Abbiamo parlato di economia, ma anche di valori”, aveva spiegato il ministro, tracciando un bilancio della sua trasferta a Varsavia.

I partiti a cui guarda Salvini per il suo fronte populista, non sono però tutti “amici” tra di loro. Le diffidenze e le differenze reciproche avranno la meglio sull’obiettivo di creare un fronte compatto e “scardinare” quell’Europa dei burocrati che tanto criticano?