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Chi era Bernardo Bertolucci, il grande maestro del cinema italiano

Due Oscar per "L'ultimo imperatore". Con "Ultimo tango a Parigi" e "Novecento" ha conquistato il mondo. È morto a Roma a 77 anni

Immagine di copertina
Bernardo Bertolucci

CHI ERA BERNARDO BERTOLUCCI – Il regista Bernardo Bertolucci il 26 novembre 2018 è morto a Roma dopo un lunga malattia all’età di 77 anni. Era considerato l’ultimo dei grandi maestri del cinema italiano. Novecento. Ultimo tango a Parigi. Il té nel deserto. Piccolo Buddha. L’ultimo imperatore. È lunghissima la lista dei capolavori del maestro nato a Parma nel 1941.

Ad oggi è l’unico italiano ad aver vinto un Oscar (Frank Capra, regista nato italiano è stato naturalizzato statunitense) mentre nel 2007 gli fu conferito il prestigioso Leone d’oro alla carriera nel corso della 64esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Quattro anni più tardi, nel 2011, un altro premio alla carriera: la Palma d’oro onoraria al 64º festival di Cannes.

Il primo, grande successo di Bernardo Bertolucci risale al 1972, con il “film scandalo” Ultimo tango a Parigi, con Marlon Brando e Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud e Massimo Girotti. Censurato in Italia, la pellicola, con la celebre scena di sesso tra Marlon Brando e Maria Schneider che scatenò feroci polemiche, tanto che il film venne ritirato, su decisione della Cassazione, il 29 gennaio 1976.

Bertolucci fu addirittura condannato per “offesa al comune senso del pudore” e venne privato dei diritti civili per ben cinque anni, tra cui il diritto al voto. Il dissequestro della pellicola avvenne solo nel 1987.

Novecento, film del 1976, racconta le lotte contadine emiliane dall’inizio del secolo fino alla Seconda guerra mondiale: qui Bertolucci guidò un cast stellare: da Robert De Niro a Gérard Depardieu e Burt Lancaster.

Nel 1987 con L’ultimo imperatore, film interamente girato in Cina, ottiene il maggior successo internazionale: nove premi Oscar, tra cui quello per miglior film e la migliore regia. Diventa così l’unico regista italiano a vincere il premio più ambito.

In Marocco, nel 1990, gira il film Il té nel deserto mentre nel 1993, tra Nepal e Stati Uniti, è il regista del Piccolo Buddha, con Keanu Reeves. Tre anni dopo guida Liv Tyler nella celebre interpretazione di “Lucy” in Io Ballo da Sola.

I suoi ultimi tre film sono tutti tratti da opere letterarie di successo. L’assedio (1998) è tratto da un racconto di James Lasdun ed è stato girato a Roma nell’appartamento dove Gabriele D’Annunzio scrisse il suo romanzo più famoso, Il piacere. The dreamers (2003) è basato su un racconto di Gilbert Adair: The Holy Innocents. A quasi dieci anni di distanza, nel 2012, dal romanzo di Niccolò Ammaniti prende spunto per Io e Te.

Malato da tempo, era costretto su una sedia a rotelle.