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Pensioni: cosa prevede e come funziona la riforma Quota 100 | News e aggiornamenti

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Pensioni quota 100 ultimissime news Quota 100, la nuova riforma delle pensioni con cui il governo giallo-verde mira a superare la legge Fornero, è contenuta nel Titolo II del decreto approvato il 17 gennaio 2019 dal Consiglio dei ministri. Tale decreto, che contiene anche il reddito di cittadinanza, è stato firmato dal presidente della Repubblica e attende ora di essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

Vediamo qui di seguito come funziona Quota 100, a chi spetta e tutti gli aggiornamenti in merito alla nuova misura in materia previdenziale.

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Pensioni Quota 100 | News e aggiornamenti

Martedì 11 febbraio – Decretone all’esame della commissione Lavoro in Senato. Il decretone – contenente la riforma delle pensioni Quota 100 e il reddito di cittadinanza – è all’esame della commissione Lavoro di palazzo Madama. Dovrebbe sbarcare in Aula martedì 19 febbraio. Oggi scade il termine per la presentazione degli emendamenti: finora sono 1570 le proposte di modifica presentate da maggioranza e opposizione. (QUI TUTTI I DETTAGLI)

Sabato 9 febbraio – Sindacati, Di Maio: “In piazza contro Quota 100 e non per Fornero”.“Io ho a che fare con i sindacati tutti i giorni sulle più grandi vertenze del Paese. Certo, è un po’ singolare vedere che si scenda in piazza contro Quota 100 e non si è scesi in piazza quando si è fatta la legge Fornero”. Cosi’ il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio parlando a margine dell’incontro organizzato a Vicenza dai risparmiatori colpiti dal crack della Banca Popolare di Vicenza.
“I sindacati scendono in piazza e attaccano il governo attuale dicendo “Uscite dalla realtà virtuale” – ha aggiunto – io dico che quella virtuale era quella dei governi precedenti che hanno massacrato tutto quello che gli italiani avevano sull’altare dell’austerity: risparmi, lavoro, imprese. Comunque mi auguro che Landini voglia sostenere la mia proposta di taglio delle pensioni d’oro degli ex sindacalisti”.

Giovedì 7 febbraio – Pensioni, Salvini: “Quello che pensa l’Europa mi interessa meno di zero”.“Su Quota 100 a me interessa il giudizio degli italiani. Quello di più di 20 mila italiani che, in meno di una settimana, sono corsi a firmare per liberarsi dalla gabbia della Fornero e riconquistare la loro vita. Quindi quello che pensano a Bruxelles o a Parigi mi interessa meno di zero”. Queste le parole del leader della Lega Nord e ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine di un incontro pubblico elettorale rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto un commento sui dubbi sollevati dall’Europa sulla riforma delle pensioni.

Mercoledì 6 febbraio – Arrivate 22 mila domande per Quota 100, un’alta percentuale proviene dal Sud Italia. Come spiega il Sole 24 Ore i dati smentiscono quanto affermato dai sindacati nell’audizione di ieri alla commissione Lavoro di Palazzo Madama, e cioè che la riforma delle pensioni quota 100 danneggi i lavoratori del Sud, i quali difficilmente riescono a realizzare 38 anni di contributi. Delle 21 mila domande già arrivate all’Inps, infatti, il 42 per cento proviene dal Meridione.

Martedì 5 febbraio – Pensioni, Corte dei Conti: “Quota 100 ha impatto significativo sui conti”. La riforma del sistema previdenziale del governo giallo-verde “ha un impatto significativo” sui conti pubblici: nell’audizione alla Commissione Lavoro del Senato sul “decretone”, la Corte dei Conti ha segnalato che “l’anticipo dell’età di uscita da lavoro comporta sia esigenze di cassa sia debito implicito, in quanto la componente retributiva non viene corretta tenendo conto della maggiore durata della prestazione stessa”.
Angelo Buscema, il presidente della Corte dei Conti, nel corso dell’audizione ha infatti spiegato che: “Al di là della scelta di reperire una parte del finanziamento di quota 100 all’interno dello stesso settore pensionistico, intervenendo temporaneamente sulla disciplina della perequazione ai prezzi delle pensioni vigenti, l’impatto netto delle misure varate è significativo sia se considerato in termini di deficit e debito pubblico dei prossimi tre anni (circa 17 miliardi), sia se considerato in termini di crescita del cosiddetto debito pensionistico implicito”.

Lunedì 4 febbraio – Decretone, Boeri: “Quota 100 strutturale aumenta debito oltre 90 mld”.L’aumento del debito implicito prodotto da Quota 100 è pari a 38 miliardi, se la misura diventerà strutturale il debito potrebbe lievitare oltre 90 miliardi. Questa la stima fornita dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso dell’audizione sul decretone reddito-pensioni in commissione Lavoro del Senato.

“Il debito implicito del sistema pensionistico è destinato ad aumentare per effetto sia del nuovo canale di uscita anticipata che del congelamento degli adeguamenti della speranza di vita per le pensioni anticipate” ha spiegato il presidente dell’istituto sottolineando che “nel caso in cui le misure non fossero rinnovate al termine del periodo di sperimentazione (2021 per quota 100 e 2026 per il congelamento dell’adeguamento), l’aumento del debito implicito sarebbe di circa 38 miliardi. Se queste misure, invece, diventassero strutturali, l’aumento lieviterebbe a più di 90 miliardi”.

Boeri, inoltre, è tornato sui numeri delle domande per il pensionamento anticipato giunte finora. Sono pervenute all’Inps 18 mila domande di pensionamento anticipato con Quota 100, di cui circa un terzo da parte di dipendenti pubblici.

Molte domande provengono dalle regioni meridionali: 4 su 10 da Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Questo dato si spiega, ha osservato Boeri, “anche con il fatto che abbiamo spesso a che fare con persone non occupate più pronte a fare domanda di pensionamento, circostanza che, incidentalmente, dovrebbe far riflettere circa l’idea che il pensionamento liberi posti di lavoro per i giovani”.

Venerdì 1 febbraio – Pensioni, Salvini: “In 3 giorni 12mila domande con quota 100”. “Lo abbiamo detto e promesso tante volte, abbiamo finalmente cominciato a farlo. È entrata in Gazzetta Ufficiale il 29 gennaio e sono già arrivate 12 mila domande, 12mila donne e uomini, che hanno recuperato 2, 3, 4, 5 anni di vita e di speranza”. Ad affermarlo è il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini durante un comizio a Spirano (Bergamo).

Salvini ha anche sottolineato che al posto di queste persone che andranno prima in pensione “entreranno nel mondo lavoro moltissimi giovani che non saranno costretti a scappare all’estero”. Il capo del Viminale ha poi sottolineato: “Sono stati 8 mesi entusiasmanti, faticosi, impegnativi. Ma vedere la gente in coda da 3 giorni per riprendersi la sua vita grazie alla legge che abbiamo fatto, che inizia a cancellare la legge Fornero, mi riempie il cuore di gioia e di soddisfazione”.

Giovedì 31 gennaio – Già arrivate 5 mila domande per Quota 100, secondo quanto riportato dal Civ dell’Inps, il consiglio di indirizzo e vigilanza. Il suo presidente, Guglielmo Loy, ha fornito il dettaglio delle richieste: alle 17 di ieri 1892 domande sono arrivate per via telematica e 2697 attraverso i patronati;”tantissime persone si sono presentate nelle sedi dell’Istituto per informazioni su Quota 100 e sul reddito di cittadinanza“, ha riferito Loy. Qui abbiamo spiegato come inviare la domanda nel dettaglio, mentre qui come funziona e quanto conviene andare in pensione con la nuova misura dell’esecutivo Lega-M5s.

Mercoledì 30 gennaio –  Quota 100 è ormai realtà. Sul sito dell’Inps, infatti, è già possibile presentare la domanda per accedere a questo meccanismo di pensionamento anticipato. Qui tutte le istruzioni.

Lunedì 28 gennaio – Mattarella firma il “decretone”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il “decretone” contenente la riforma delle pensioni e il reddito di cittadinanza. Il decreto (qui tutti i dettagli) verrà ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e attende la conversione in legge entro 60 giorni.

Pensioni Quota 100 | Come funziona

Per poter andare in pensione anticipatamente con Quota 100 – che è comunque una misura sperimentale che parte il 1° aprile 2019 e rimane in vigore per il triennio 2019-2021 – è necessario avere un’età anagrafica di 62 anni e aver versato i contributi per 38 anni.

Tale anzianità contributiva può essere conseguita, per quanto riguarda gli iscritti a due o più gestioni previdenziali che non stiano già ricevendo la pensione, richiedendo il cumulo dei contributi.

Se si sceglie questa opzione al fine di uscire anticipatamente da lavoro, però, non è possibile cumulare la pensione con altri redditi da lavoro; fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia, quindi, l’unica attività consentita è quella di prestazione occasionale rispettando il limite massimo di 5 mila euro lordi annui.

Per quanto riguarda le tempistiche previste per l’uscita da lavoro anticipata, il provvedimento prevede delle finestre di uscita. Queste variano a seconda che si tratta di dipendenti pubblici o di lavoratori del settore privato. Se questi ultimi attenderanno 3 mesi dal momento della maturazione dei requisiti prima di ricevere il primo assegno pensionistico, per i primi i mesi previsti sono invece 6.

Tale previsione ha l’obiettivo di contenere l’esodo di massa dei lavoratori; per quanto riguarda nello specifico i dipendenti della Pubblica Amministrazione, essi dovranno dare un preavviso di 6 mesi per poter lasciare anticipatamente il lavoro.

Possono quindi andare in pensione con Quota 100 a partire dal 1° aprile 2019 i lavoratori del settore privato che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018. Se questi maturano invece i requisiti il 1° gennaio 2019, allora conseguono il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi.

Per quanto riguarda invece i dipendenti pubblici, applicando lo stesso principio se questi maturano i requisiti il 1° di aprile allora conseguiranno il diritto alla pensione dopo 6 mesi; per quanto riguarda nello specifico i dipendenti del settore scolastico, per questi è prevista una finestra di uscita unica.

Escluse dunque le finestre per i dipendenti della scuola – come anche la finestra del 1° aprile e del 1° agosto, relative ai lavoratori del settore privato e pubblico – le ulteriori finestre dovrebbero essere mobili.

Infine, per tutti i pensionati pubblici – non solo Quota 100 – c’è ora la possibilità di avere subito, a fronte dei 2-3 anni attuali, l’anticipo di fine rapporto fino a 30mila euro.

Pensioni Quota 100 | Le cose da sapere in breve

– Stop scatti età: pensione non legata all’aspettativa di vita

– È possibile cumulare periodi assicurativi presenti su più gestioni

– La pensione non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo

– La pensione è cumulabile con redditi da lavoro occasionale (5mila euro max)

– I dipendenti pubblici devono dare un preavviso di sei mesi.

– Fondo Bilaterale per il ricambio generazionale: si può accedere per andare in pensione tre anni prima di quota 100 a patto che ci sia un’assunzione

– Sono esclusi i lavoratori in Isopensione (prestazioni in essere o erogate).

LEGGI ANCHE: Pensioni, da Quota 100 a Opzione donna: tutte le novità

Pensioni Quota 100 e opzione donna | Le novità 

– Le lavoratrici a 58 anni se dipendenti e 59 se autonome con almeno 35 anni di contributi al 31/12/2018 possono andare in pensione (Opzione donna)

– Ai lavoratori precoci non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita. I lavoratori precoci potranno quindi andare in pensione con 41 anni di contributi. Il diritto al trattamento pensionistico decorre dopo tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti.

Pensioni | Ape Sociale

L’Ape sociale è un’indennità sostitutiva, in vigore tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2019, che dura fino al conseguimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia.

Requisito anagrafico: almeno 63 anni di età.

Requisito contributivo: 30 o 36 anni, a seconda dei casi, con bonus di un anno per figlio (massimo 2) per le lavoratrici.

Pensioni | Pace contributiva, cos’è e come funziona

Nel decreto su Quota 100 è stata inserita anche la pace contributiva per il triennio 2019-2021.

La pace contributiva consente di riscattare, su richiesta, periodi di buco contributivo non obbligatori per un massimo di 5 anni e il riscatto del periodo di laurea a condizioni agevolate entro i 45 anni.

Agevolazioni: detraibili dell’onere del 50 per cento in cinque quote annuali e rateizzazione fino a 60 rate mensili.