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Reddito di cittadinanza: come funzionano il Patto per il Lavoro e di Inclusione Sociale?

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REDDITO DI CITTADINANZA PERCORSO – Una volta presentata domanda per il reddito di cittadinanza – la quale può essere fatta a partire dal 6 marzo sul sito o recandosi in un Caf o in un ufficio postale – e ottenuto il sussidio a seguito della verifica dei requisiti necessari, è necessario rispettare alcune condizioni.

Queste riguardano prima di tutto l’immediata disponibilità al lavoro e l’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale.

Tale percorso può prevedere attività di servizio alla comunità, per la riqualificazione professionale o il completamento degli studi, oppure altri impegni finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro.

Ma chi deve rispettare le condizioni di questo percorso personalizzato? Tutti i componenti del nucleo familiare maggiorenni, non occupati e che non frequentano un regolare corso di studi o di formazione.

Ad esserne esclusi, invece, sono i beneficiari della pensione di cittadinanza e i beneficiari del RdC pensionati odi età pari o superiore a 65 anni. A queste categorie si aggiungono poi i componenti con disabilità (fatti salvi gli obblighi legati al collocamento mirato). Possono essere infine esonerati anche i componenti con carichi di cura legati alla presenza di soggetti minori di tre anni di età o di componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti.

Reddito di cittadinanza percorso | Come funziona

Per quanto riguarda il percorso che quindi il beneficiario del nuovo sussidio economico di contrasto alla povertà è obbligato a seguire, vediamo più nello specifico come funziona e quali sono i vari step previsti.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del RdC il beneficiario è convocato dalCentro per l’Impiego al fine di stipulare il Patto per il lavoro, se nella famiglia almeno uno tra i componenti soggetti alle varie condizioni sia in possesso di (almeno) uno tra questi requisiti:

  • assenza di occupazione da non più di due anni
  • età inferiore a 26 anni
  • essere beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o averne terminato la fruizione da non più di un anno
  • aver sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso i Centri per l’Impiego

Il beneficiario verrà invece, in qualsiasi altro caso, convocato dai servizi dei comuni competenti per il contrasto alla povertà al fine di stipulare il Patto per l’inclusione sociale.

Reddito di cittadinanza percorso | Patto per il lavoro

Riguardo agli step successivi, una volta avvenuta la convocazione il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro.

Tra questi rientra l’obbligo di accettare almeno una di tre offerte di lavoro che siano in linea con le competenze del beneficiario del RdC (una in caso di rinnovo).

Nello specifico, relativamente al numero di offerte rifiutate:

  • nei primi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro 100 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile in cento minuti con i mezzi di trasporto pubblici, se si tratta di prima offerta; entro 250 chilometri di distanza se si tratta di seconda offerta; ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta;
  • decorsi dodici mesi di fruizione del beneficio è congrua un’offerta entro 250 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario nel caso si tratti di prima o seconda offerta, ovvero ovunque collocata nel territorio italiano se si tratta di terza offerta;
  • In caso di rinnovo del beneficio è congrua un’offerta ovunque sia collocata nel territorio italiano anche nel caso si tratti di prima offerta.

Se poi nel nucleo familiare sono presenti persone con disabilità, la distanza non può eccedere i 250 chilometri dalla residenza del beneficiario sia per la terza offerta di lavoro che nel caso di rinnovo del beneficio.

Fino al 31 dicembre 2021, chi ha stipulato il Patto per il lavoro con il Centro per l’Impiego o ha ottenuto le credenziali di accesso per la piattaforma tecnologica, ottiene l’assegno di ricollocazione da spendere presso i Centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati, potendo così ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro.