Me

Karolina Kähönen, chi è la politica finlandese alleata dei 5 Stelle alle europee

Immagine di copertina
Karolina Kahonen

Il 15 febbraio, a 100 giorni esatti dalle elezioni europee, il Movimento Cinque stelle ha annunciato chi sono i leader delle forze politiche che hanno accettato di allearsi con il movimento.

Gli alleati del Movimento sono l croato Ivan Vilibor (qui il suo profilo), del partito Zivi Zid che si oppone agli sfratti tramite le occupazioni, il polacco Pawel Kukiz (qui chi è), cantante, attore e leader del partito che porta il suo nome, la finlandese Karolina Kahonen, co-fondatrice del movimento liberale Liike Nyt, e il greco Evangelos Tsiobanidis (il profilo), leader del Partito dell’agricoltura e e allevamento.

Karolina Kähönen

Karolina Kähönen è la cofondatrice del partito finlandese Liike Nyt (Movement Now) un movimento di centro-destra che si batte in favore del libero mercato e il cui obiettivo è scuotere la politica finlandese.

Di stampo liberale e orientato alla democrazia partecipativa, il Movimento è stato fondato nel 2018 con l’obiettivo di cambiare i rapporti tra eletti ed elettori grazie all’uso di piattaforme digitali, così da dare spazio ai cittadini.

I valori fondativi di Liike Nyt sono la lotta ai cambiamenti climatici, difesa dello Stato sociali per aiutare gli strati più bisognosi della popolazione, la difesa dell’economia di mercato e la tutela delle piccole e medie imprese, oltre alla produzione agricola locale.

I candidati del Movimento alle europee

Il Movimento 5 Stelle sceglierà i suoi candidati alle europee di maggio attingendo tra gli iscritti e utilizzando una apposita funzione che sarà attivata sulla piattaforma Rousseau.

Qui abbiamo spiegato come candidarsi alle elezioni europee con il Movimento Cinque Stelle. Il regolamento per le europee 2019 prevede alcune novità rispetto al passato. In particolare una: la laurea, la conoscenza della lingua inglese o un alto livello di specializzazione in un determinato campo professionale saranno riconosciuti come “meriti speciali”. Qui abbiamo spiegato perché il M5s dice addio al noto sistema di “uno vale uno”.