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Ilaria Alpi, “nuovi elementi inconsistenti”: i pm chiedono di archiviare l’inchiesta sull’omicidio della giornalista

Le indagini sull'uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia erano state riaperte dopo nuove intercettazioni sul caso

Immagine di copertina
La giornalista Rai Ilaria Alpi

Ilaria Alpi archiviazione | I procuratori di Roma hanno chiesto al gip di archiviare ancora una volta l’inchiesta sull’omicidio di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 assassinata assieme all’operatore tv Miran Hrovatin il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia.

Secondo  il capo della procura di Roma Giuseppe Pignatone e il pm applicato Elisabetta Ceniccola, i nuovi elementi si sono rivelati “privi di consistenza”.

I pm hanno scritto infatti che: “Ancora una volta non si può fare a meno di constatare che si sono rivelati privi di consistenza quegli elementi che apparivano idonei, se non all’identificazione degli autori materiali ovvero dei mandanti dell’omicidio, almeno ad avvalorare la tesi più accreditata del movente che ha portato al gesto efferato o ad esplorare l’ipotesi del depistaggio”.

Le conclusioni dei magistrati sono state notificate a tutte le parti interessate: un cugino e una zia della Alpi, la moglie e il figlio di Hrovatin e l’Usigrai, rappresentata dall’avvocato Giulio Vasaturo.

Luciana Alpi, madre di Ilaria Alpi, è morta il 12 giugno 2018 dopo essersi battuta a lungo affinché fosse fatta luce sull’omicidio della figlia.

Ora la decisione sarà di nuovo vagliata dal giudice Andrea Fanelli che già lo scorso giugno, recependo l’opposizione all’archiviazione da parte degli avvocati Carlo Palermo e Giovanni D’Amati, legali della famiglia Alpi, non aveva accolto le conclusioni della procura disponendo altre indagini da effettuarsi entro 180 giorni.

Gli accertamenti sono stati svolti, senza però che siano emersi elementi nuovi e decisivi per fare luce sulla vicenda, come riporta un’informativa del Reparto Antiterrorismo del Ros depositata il 13 dicembre 2018.

Ilaria Alpi | I nuovi elementi che hanno portato alla riapertura delle indagini

Le indagini sul caso Ilaria Alpi erano state riaperte dopo che, ad aprile 2018, la Procura di Roma aveva depositato alcune nuove intercettazioni sulla vicenda della morte della giornalista.

Le intercettazioni fornite dai giudici risalivano al 2012 ed erano già state trasmesse dalla procura di Firenze al Tribunale della capitale, ma nell’ambito di un procedimento differente.

Nelle chiamate intercettate erano riportati i commenti di alcuni soggetti somali, residenti in Italia, sugli omicidi della giornalista Rai e dell’operatore tv.

I pm di piazzale Clodio hanno però chiesto di nuovo l’archiviazione, come già avvenuto nel 2017, ribadendo che “mai è emerso il sospetto che ‘italiani’ avessero eseguito materialmente l’omicidio” e che l’assenza di nostri militari per le strade di Mogadiscio il giorno dell’agguato costituisce “un dato incontrovertibilmente pacifico e già accertato in tutti i suoi particolari dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta, che provvide ad ascoltare gli ufficiali che ne erano al comando”.

“La tesi della responsabilità ‘degli italiani’ nel duplice omicidio fu più volte prospettata e indagata nel corso degli anni ed è sempre risultata priva di concretezza, come anche la responsabilità di Giancarlo Marocchino, il quale, addirittura, ha ottenuto un risarcimento per i danni subiti dalla diffusione di notizie diffamatorie. Fermo restando – concludono i pm – che l’ipotesi della responsabilità ‘italiana’ va circoscritta al mandato a commettere l’omicidio poiché non è mai emerso alcun dubbio sulla esecuzione materiale da parte di un commando di cittadini somali”.