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L’editoriale di Marco Travaglio su Sanremo: “Ecco qual è il vero scandalo del Festival”

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Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, ha scritto un editoriale sulla 69esima edizione del Festival di Sanremo. Nell’articolo Travaglio elogia il direttore artistico, Claudio Baglioni, ma critica la pattuglia di autori del programma e attacca il vicepremier leghista, Matteo Salvini, per essersi intromesso nelle polemiche sulla classifica finale.

“Quando, con questi chiari di luna, un programma tiene incollati al teleschermo per cinque sere un telespettatore su due, è un grande successo. Se poi quel pubblico ringiovanisce, com’è accaduto quest’anno, coinvolgendo centinaia di migliaia di ragazzi ad ascoltare buona musica, e tutta italiana, è un doppio successo”, scrive il direttore del Fatto. “E il merito è soprattutto di Claudio Baglioni, che di musica se ne intende da qualche anno”.

“Tutto il resto fa parte del gioco”, prosegue Travaglio. “Le polemiche sul regolamento, la giuria di qualità e la sala stampa che ribaltano il televoto, gli sconfitti che fanno gli offesi, i conflitti d’interessi (giusto denunciarli, ma chi vuole gli ospiti ‘big’ deve per forza passare dalle grandi agenzie, sempre più oligopolistiche). Non, invece, le intromissioni di un vicepremier incontinente che si crede il padrone della Rai e mette becco su tutto, anche su chi deve vincere, come la deve pensare il direttore artistico e quali battute si possono fare. Un’interferenza continua, che ha avvelenato il clima”.

Travaglio sostiene comunque che anche l’anno prossimo il Festival di Sanremo dovrebbe essere affidato a Claudio Baglioni.

“Fossimo nei vertici Rai (e per fortuna non lo siamo), lo confermeremmo per il terzo anno. Ma affiancandogli un vero presentatore: sprecare un genio come Virginia Raffaele a spiegare i regolamenti e ad annunciare i cantanti significa svalutarne il talento”, si legge nell’editoriale.

“Giustamente Baglioni vanta l’età media di 25 anni dei 5 finalisti (Mahmood, il vincitore, Ultimo e il trio del Volo). Ma è ora di svecchiare anche il battaglione degli autori”, scrive Travaglio. “Pagare 1 milione e mezzo 11 cervelloni capaci quasi solo di copiare vecchi sketch da Youtube, senza mai un’idea originale, come abbiamo documentato ieri, è il vero scandalo di troppi festival. Non è difficile trovare giovani e brillanti umoristi e satiristi, specie se si prova a uscire dal vecchio recinto del mainstream e del politicamente corretto”.