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Champions League, è la notte dell’esordio del Var. Tra numeri incoraggianti e immancabili polemiche, la tecnologia arriva all’esame europeo

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CHAMPIONS LEAGUE VAR – La giornata è di quelle che si possono definire storiche: dopo il primo anno (il 2017) di sperimentazione in Italia, Francia, Germania e pochi altri campionati europei (con numeri importanti relativi all’utilità dello strumento) e l’allargamento nel 2018 ad altri tornei come la Spagna e soprattutto il Mondiale in Russia, il Var è pronto ad approdare anche in Champions League.

Il Video Assistant Referee, cioè la possibilità per l’arbitro in determinate circostanze di rivedere su uno schermo le immagini delle azioni dubbie, è stato infatti introdotto a partire dagli ottavi di finale della stagione in corso. La decisione del Comitato esecutivo dell’Uefa è arrivata lo scorso dicembre, dopo mesi di polemiche e dibattiti.

Saranno quindi Roma-Porto (qui la nostra diretta) e Manchester United-PSG, prime partite a eliminazione diretta della stagione, a inaugurare il nuovo corso della tecnologia in Europa. Tra i tifosi c’è già grande attesa, per capire se lo strumento si rivelerà davvero utile a ridurre gli errori arbitrali e garantire dunque una maggiore equità di giudizio.

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Champions League Var | Le polemiche in Italia

Se l’introduzione del Var in Champions fosse arrivata alla fine della scorsa stagione, la notizia avrebbe raccolto quasi esclusivamente pareri positivi. Il primo anno di Var in Italia, infatti, ha avuto effetti dirompenti sulle decisioni arbitrali: 2023 controlli (anche silenti, senza che l’arbitro andasse a bordo campo), 117 correzioni, errori dei direttori di gara ridotti dal 5,78 allo 0,89 per cento. Numeri che hanno messo d’accordo circa l’utilità dello strumento.

La situazione di questa stagione, invece, è leggermente diversa. In più occasioni il Var è finito nell’occhio del ciclone, soprattutto per il mancato intervento in occasione di errori definiti palesi da tifosi e addetti ai lavori. Alla base di questo fenomeno c’è una leggera modifica del protocollo dell’Ifab, l’organo depositario delle regole del calcio, che per evitare eccessive interruzioni di gioco ha richiesto l’intervento della tecnologia solo in caso di “errori chiari ed evidenti” del direttore di gara.

Anche per questo motivo, l’introduzione del Var in Champions (richiesta a gran voce da tutti i club) porta con sé una scia di scetticismo. Nella speranza che il nuovo regolamento non impedisca agli arbitri di rivedere le situazioni dubbie e garantire trasparenza e giustizia. Roberto Rosetti, responsabile del settore arbitrale della Uefa e già responsabile del progetto in Italia, ha sottolineato nei giorni scorsi come il Var sia fondamentale, ma che non può sostituire la decisione dell’uomo.

Champions League Var | Come funziona

Ma come funziona il Var? La tecnologia può intervenire, fermando il gioco, in quattro circostanze: gol, falli in area di rigore, cartellini rossi e scambi di identità. Ad assistere l’arbitro c’è una squadra di assistenti, dal numero variabile a seconda della competizione, che stanno in una saletta dello stadio e verificano al monitor le singole situazioni di gioco. 

In caso di errore chiaro ed evidente, l’assistente Var chiama il direttore di gara chiedendogli di interrompere il gioco per effettuare un controllo. Non per forza lo stesso arbitro deve recarsi allo schermo: in alcuni casi può semplicemente accogliere l’indicazione dell’assistente in cuffia. 

L’effetto più importante del Var è stato quello sul fuorigioco: trattandosi di una situazione oggettiva (o il giocatore è oltre la linea, o non lo è), la tecnologia ha permesso praticamente di azzerare i gol segnati in posizione irregolare.

A partire da questa edizione della Champions, un’altra grande novità è rappresentata dalla possibilità, per i telespettatori, di vedere in tempo reale grafiche e immagini relative all’azione oggetto di revisione in campo. Sui maxischermi dello stadio, inoltre, apposite grafiche consentiranno ai tifosi di capire in tempo reale quale decisione sia stata presa dall’arbitro.