Me

Venezuela, la lettera di Guaidò all’Italia: “Sconcerto per la vostra posizione”

Il presidente autoproclamato scrive agli italiani: "Non capiamo perché il Paese europeo a noi più vicino non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro"

Immagine di copertina
Juan Guaidò, presidente autoproclamato del Venezuela. Credit: YURI CORTEZ / AFP

Juan Guaidò, il presidente autoproclamato del Venezuela, ha scritto una lettera rivolta agli italiani in cui esprime “profondo sconcerto” per la posizione del Governo di Roma sulla crisi venezuelana [qui le ultime notizie sul caos in Venezuela].

“Con profondo sconcerto non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo a noi più vicino non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni sotto l’egida della comunità internazionale e lo sblocco degli aiuti umanitari”, si legge nella lettera [in basso il testo integrale].

“Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia”, sottolinea Guaidò.

Sul tema della crisi venezuelana il Governo italiano è diviso, con la Lega che appoggia il leader dell’opposizione e il Movimento Cinque Stelle che sostiene la linea della neutralità.

Martedì 12 febbraio il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi riferirà in Parlamento sulla situazione politica del Paese sudamericano. Lega e M5S stanno lavorando a una risoluzione da presentare insieme, ma il testo definitivo ancora non c’è.

Nel frattempo è scoppiato un caso diplomatico definito “gravissimo” in ambienti pentastellati. Moavero, infatti, lunedì 11 febbraio ha ricevuto, anche a nome del premier Giuseppe Conte la delegazione pro-Guaidò, guidata dal presidente della commissione Esteri dell’assemblea nazionale Francisco Sucre, ma si sarebbe “rifiutato” , viene riferito, di ricevere l’altra delegazione, quella pro-Maudo, che ha per capofila l’attuale viceministro per gli Affari europei del governo bolivariano, Yvan Gil.

La disparità di trattamento ha suscitato, a quanto si apprende, proteste dei 5 Stelle.

Di seguito il testo integrale della lettera di Guaidò agli italiani.

Il Venezuela e l’Italia hanno profonde radici comuni. I venezuelani sentono gli italiani come fratelli, da sempre. Oltre due milioni di venezuelani portano orgogliosamente cognomi italiani. Una comunità numerosa che guarda all’Italia come un punto di riferimento.

Molti di noi sono anche cittadini italiani. In questi anni, il regime dittatoriale e violento di Maduro ha portato il Paese ad una crisi economica e democratica senza precedenti. Non abbiamo cibo per sfamare i più poveri, gli anziani, le donne e bambini. Non abbiamo medicine per curare i nostri malati, la nostra moneta perde valore, di giorno in giorno. Stiamo vivendo una catastrofe umanitaria senza precedenti, a causa di un governo illegittimo e non riconosciuto dalla comunità internazionale.

Tutta la comunità italiana in Venezuela è vittima della dittatura, ed è vittima tanto quanto i venezuelani del flagello della fame e della mancanza di medicine. Per questa ragione, milioni di venezuelani scendono nelle piazze a manifestare pacificamente da diversi mesi. Una protesta democratica e non violenta per chiedere libere elezioni. Per chiedere lo sblocco degli aiuti umanitari, fermi alle nostre frontiere per volontà di Maduro e del suo esercito.

Sono fiero di quello che sta facendo il popolo venezuelano, unito e determinato nel voler cambiare, in modo non violento, il proprio destino e tornare ad essere una democrazia. 59 Paesi nel mondo e il Parlamento europeo hanno riconosciuto l’Assemblea Nazionale e quindi la mia persona quale Presidente provvisorio del Paese, con il preciso e limitato compito di portare il Venezuela, al più presto, a libere e democratiche elezioni. L’Italia è uno dei pochi Paesi che non ha ancora riconosciuto questo percorso.

Con profondo sconcerto non comprendiamo le ragioni della posizione politica italiana. Non capiamo perché il Paese europeo, a noi più vicino, non prenda una posizione chiara e netta contro il dittatore Maduro e non chieda, con forza, libere elezioni, sotto l’egida della comunità internazionale, e lo sblocco degli aiuti umanitari.

Sono sicuro che il popolo italiano è dalla nostra parte, dalla parte della democrazia, della libertà e della giustizia. Abbiamo bisogno del sostegno italiano, abbiamo bisogno di una comunità internazionale coesa per costringere Maduro a fare un passo indietro, rispettare la nostra Costituzione e far sì che, in qualità di Presidente provvisorio, possa indire nuove elezioni.

Juan Guaidò

>LEGGI ANCHE: Altro che Venezuela, i veri interessi dell’Italia si chiamano Libia ed Egitto – di Alberto Negri

>LEGGI ANCHE: Venezuela, vero o falso: guida per capire cosa succede nella crisi Maduro-Guaidò