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Il senatore Lannutti (M5S) indagato dalla procura di Roma per il tweet sui Protocolli dei Savi di Sion

L'accusa è di diffamazione aggravata dall'odio razziale

Immagine di copertina
Elio Lannutti

Il senatore del Movimento 5 stelle Elio Lannutti è indagato dalla procura di Roma per il reato di diffamazione aggravata dall’odio razziale.

Lannutti aveva pubblicato un tweet in cui rilanciava un articolo in cui si riconosceva la validità Protocolli dei Savi di Sion, un falso storico creato dalla polizia zarista per alimentare l’odio verso gli ebrei negli anni della Russia imperiale.

Il  procedimento penale è stato aperto a seguito di una denuncia presentata agli uffici della Digos dalla Comunità ebraica di Roma, rappresentata dalla presidente Ruth Dureghello.

La vicenda

Il suo post, pubblicato e poi rimosso, sulle “banche controllate dal Gruppo dei Savi di Sion” aveva suscitata numerose polemiche.

Il senatore pentastellato aveva condiviso su Twitter il link di un sito in cui si parlava del noto e falso documento creato nei primi anni del Novecento dalla polizia zarista per alimentare l’odio nei confronti degli ebrei, accusati di complottare per sottomettere la comunità internazionale con la massoneria.

Lannutti, fondatore dell’Adusbef, era poi tornato sulla vicenda, chiedendo scusa per il suo comportamento: “Ieri ho pubblicato un link sui banchieri Rothschild, senza alcun commento. Poiché non avevo alcuna volontà di offendere alcuno, tantomeno le comunità ebraiche od altri, mi scuso se il link ha urtato la sensibilità”.

“Condividere un link non significa condividere i contenuti, da cui comunque prendo le distanze. Ci tengo a sottolineare che non sono, né sarò mai antisemita”.

Cos’è il Protocollo dei Savi di Sion

Conosciuto anche come “Anziani di Sion”, il Protocollo dei Savi di Sion indica una documentazione falsa, creata dalla polizia segreta zarista, che attribuiva alla comunità ebraica il piano di cospirare contro la comunità internazionale per arrivare a impadronirsene, controllandola. È stato scritto sulla base di un plagio di un testo di Maurice Joly, redatto contro Napoleone III, e arricchito da brani tratti dalla cultura russa e tedesca e pubblicistica varia.

Nella sua prima stesura deve essere attribuito a Sergej Aleksandrovič Nilus, che aveva contribuito a diffonderne personalmente le copie in Russia, fino ad arrivare alla sua pubblicazione da parte di Kruševan e alla sua circolazione in tutta Europa. Sin dai primi anni Venti del Novecento, si sottolineò la natura falsa del documento, che riuscì lo stesso a diventare uno dei principali strumenti di propaganda di movimenti fascisti e antisemiti, utilizzato per provare l’esistenza di un complotto ebraico internazionale.