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Pakistan: la Corte suprema conferma l’assoluzione di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte per blasfemia

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Asia Bibi

Il 29 gennaio 2019 la Corte suprema del Pakistan ha fatto cadere definitivamente le accuse di blasfemia contro Asia Bibi, la donna cristiana condannata alla pena capitale nel 2010.

La donna ha passato otto anni in carcere in attesa dell’esecuzione e la comunità internazionale si era mossa per evitare che la condanna a morte venisse eseguita.

Per cercar di ottenere un ribaltamento della sentenza Asia Bibi aveva presentato ricorso alla corte di Lahore, capitale del Punjab, ma la sua richiesta era stata respinta nel 2014.

L’anno successivo, però, la Corte suprema aveva deciso di sospendere l’esecuzione della pena per esaminare meglio il caso e ad ottobre del 2018 era arrivata la decisione di annullare la sentenza.

Il giudice aveva motivato la sua decisione affermando che le testimonianze contro Asia Bibi erano contraddittorie, che l’accusa “non è riuscita a dimostrare la colpevolezza della donna oltre ogni ragionevole dubbio” e che alcune prove raccolte erano inconsistenti.

L’iniziale condanna a morte di Asia Bibi per blasfemia aveva suscitato una forte indignazione internazionale, con l’intervento di numerose associazioni per la tutela dei diritti umani che, nel corso degli anni, hanno chiesto più volte la liberazione della donna.

Il ribaltamento della sentenza ad ottobre aveva causato una forte divisione all’interno del Pakistan, con il partito politico radicale Tehreek-e-Pakistan Labbaik (TLP) che aveva già minacciato “conseguenze pericolose” e minacciato di morte sia la donna che il suo avvocato.

La storia di Asia Bibi – Asia Bibi era accusata di aver insultato il profeta Maometto in una discussione avvenuta nel 2009 nel Punjab. Si è sempre dichiarata innocente, ma ha trascorso la maggior parte degli ultimi anni in carcere, in una cella di isolamento. All’epoca dei fatti, Bibi eta stata costretta a confessare il reato da una folla che minacciava di linciarla.