Me

Migranti, la stretta dell’Italia sulle richieste d’asilo: 9 su 10 vengono respinte

Nei primi ventuno giorni del 2019 sono 155 i migranti sbarcati in Italia: nello stesso periodo dello scorso anno il numero degli arrivi è stato di 2.730 persone

Immagine di copertina

Nei primi ventuno giorni del 2019 sono 155 i migranti sbarcati in Italia. Lo rende noto il Viminale, che sottolinea come nello stesso periodo dello scorso anno il numero degli arrivi sia stato di 2.730 persone.

“All’inizio del 2018 i migranti ospiti delle strutture di accoglienza erano 183mila; a un anno di distanza sono 133mila, ovvero 50mila in meno”, ha voluto sottolineare il ministro dell’Interno Matteo Salvini durante la conferenza stampa al Viminale.  E ha ricordato che è aumentato il numero dei dinieghi.

Costanti i rifugiati, crolla la protezione umanitaria e aumentano i dinieghi – Secondo i dati forniti al ministero dell’Interno dalle Commissioni territoriali, dal 1 al 19 gennaio 2019 lo status di rifugiato è stato riconosciuto solo al 9 per cento dei richiedenti, la protezione sussidiaria al 6 per cento, quella umanitaria al 2 per cento. I dinieghi sono saliti al 78 per cento.

Nello stesso periodo dello scorso anno, lo status di rifugiati era stato concesso all’8 per cento dei richiedenti, la protezione sussidiaria al 5 per cento, l’umanitaria al 26 per cento. Nei primi giorni del 2018 i dinieghi erano stati il 57 per cento (gli irreperibili il 4 per cento).

Nel rendere noti i dati, fonti del Viminale hanno parlato di un “effetto Salvini”, per cui vengono “tutelati i rifugiati e non i clandestini”.

I morti in mare – Nel 2018, secondo quanto riportato dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, 2.262 persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa lungo le rotte del Mediterraneo.

L’Unhcr si dice “preoccupata che le azioni degli Stati dissuadano sempre più le Ong dall’effettuare operazioni di ricerca e soccorso, e lancia un appello affinché siano revocate immediatamente”.

Allo stesso tempo, evidenzia la necessità di “vie più sicure e legali di accesso alle procedure d’asilo in Europa per quanti fuggono da guerre e persecuzioni, in modo che nessuno sia costretto a credere che non esista altra possibilità se non quella di affidarsi a trafficanti senza scrupoli”