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Usa, la Corte federale appoggia la messa al bando dei transessuali dall’esercito voluta da Trump

La misura appoggiata dalla Corte proibisce "alle persone transgender che richiedono o hanno avviato un cambio di genere" di accedere al servizio militare

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Il 22 gennaio 2018 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che la decisione del presidente Donald Trump di bandire i transgender dall’esercito deve essere rispettata.

I giudici hanno accolto con 5 voti favorevoli e 4 contrari una richiesta presentata dall’amministrazione Trump che chiedeva di revocare le ingiunzioni che bloccavano l’applicazione delle politiche volute dall’inquilino della Casa Bianca.

La misura appoggiata dalla Corte proibisce “alle persone transgender che richiedono o hanno avviato una transizione di genere” di accedere al servizio militare.

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La politica contro i transgender

Nel 2017 il presidente ha annunciato su Twitter che il paese non avrebbe più “accettato o permesso” agli americani transgender di prestare servizio militare, adducendo come scuse  “i costi elevati per gli interventi medici”.

“Dopo aver consultato i miei generali e gli esperti militari, vi informo che il governo degli Stati Uniti non accetterà né permetterà agli individui transessuali di servire in nessuna delle forze armate statunitensi”, era stato l’annuncio di Trump via Twitter.

“Il nostro settore militare deve concentrarsi su vittorie decisive e schiaccianti e non può essere gravato dagli enormi costi medici e dal disordine che comporterebbe avere dei transessuali nelle forze armate”.

A giugno dello stesso anno l’allora segretario alla Difesa James Mattis aveva quindi approvato una moratoria di sei mesi per ritardare il reclutamento di personale transessuale nelle forze armate statunitensi e la questione era finita al vaglio della Corte.

La nuova politica targata Trump non si applicherà alle centinaia di persone transgender che sono già nell’esercito o che sono disposte a servire gli Stati Uniti mantenendo il “loro sesso biologico”.

Attualmente ci sono circa 8.980 militari transgender già in servizio, secondo i dati del Dipartimento della Difesa.

La mossa di Trump si pone in piena contrapposizione con la politica dell’amministrazione Obama che aveva stabilito che i transgender americani poetavano far parte dell’esercito e ottenere finanziamenti per la chirurgia di cambio di genere.