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Salvini, un comizio elettorale con la divisa della polizia è un insulto ai poliziotti e alla democrazia

Il leader della Lega, in Abruzzo per le regionali del 10 febbraio, ha tenuto un comizio con la divisa della polizia di Stato. Come se la polizia fosse schierata per un partito o per un altro, come se fosse identificabile con una forza politica

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Matteo Salvini sul palco di Vasto con la divisa della polizia.

 

Domenica 20 gennaio, il ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato a Vasto per un comizio in vista delle elezioni regionali che si terranno in Abruzzo il prossimo 10 febbraio.

Forse, più che ministro, per l’occasione sarebbe opportuno definirlo “leader della Lega”, poiché la sua presenza sul palco era fortemente connotata in senso politico.

“Le elezioni in Abruzzo le vinciamo noi – ha detto Salvini – Qui c’è da mandare a casa il Pd. Tra qualche settimana vedremo se i cittadini sceglieranno la concretezza della Lega o qualcun altro”.

Per quanto riguarda le parole di Salvini, nulla da ridire: la contesa in Abruzzo è molto importante, e il vicepremier è anche leader di quello che attualmente i sondaggi attestano come il primo partito italiano.

Ciò che ha lasciato perplessi, piuttosto, è l’abbigliamento di Salvini, che ha tenuto il comizio con indosso la divisa della polizia.

L’abitudine del ministro dell’Interno a presentarsi con i giubbotti delle forze dell’ordine, nei giorni scorsi, aveva già sollevato numerose polemiche.

Il sindacato Usb dei pompieri ha presentato una denuncia nei confronti del vicepremier, definendo “improprio” il suo utilizzo della divisa, che “potrebbe confondere i cittadini”, convinti di trovarsi di fronte un vigile del Fuoco quando invece sono in presenza di un politico.

Stavolta, però, il caso è ancora diverso e probabilmente più grave. Viene da chiedersi infatti se sia possibile indossare una divisa della polizia di Stato durante un comizio elettorale, dando così una connotazione politica a un’autorità di pubblica sicurezza.

Come se la polizia fosse schierata per un partito o per un altro, come se non fosse un organo super partes, che ha il compito di tutelare la sicurezza dei cittadini, bensì fosse in qualche modo identificabile con una specifica forza politica.

Come se, insomma, martellare continuamente sul tema della sicurezza desse il diritto a un ministro come Salvini di mettere il cappello politico persino sulla polizia.

L’episodio, insomma, denota uno scarso senso delle istituzioni e la totale mancanza di percezione del confine, da parte di Salvini, tra partito e stato, tra ciò che è suo come leader di una forza politica e ciò che è patrimonio di tutti.

E la polizia di Stato, in tutto questo, cosa pensa? Non ha nulla da dire su un politico che utilizza quella divisa in un comizio elettorale? Ritiene lecita la strumentalizzazione politica del suo ruolo di tutela della sicurezza dei cittadini?