Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Migranti, un mercantile inviato dalla Libia raggiunge il barcone in avaria con 100 persone a bordo per riportarlo a Misurata

La guardia costiera di Tripoli, che sarebbe l'autorità competente, non ha risposto finora alla richiesta di aiuto. A bordo anche un bambino incosciente o deceduto

Immagine di copertina
Il gommone con 47 persone a bordo soccorso dalla nave Sea Watch 3 il 19 gennaio 2019. Credit: FEDERICO SCOPPA / AFP

Il barcone con 100 migranti a bordo che nella giornata del 20 gennaio 2019 aveva lanciato un sos per avaria è stato raggiunto da un mercantile del Sierra Leone, che porterà i migranti indietro.

L’sos era stato diffuso da Alarm Phone, call center di volontari che raccolgono richieste di soccorso in mare da parte di migranti.

Il mercantile inviato dalla Guardia costiera libica ha raggiunto il barcone in avaria che era da ore a 60 chilometri da Misurata, e i cento naufraghi che rischiavano di morire in mare fanno rotta verso Misurata. Ad annunciarlo Palazzo Chigi in una nota.

“Aiutateci, presto non riuscirò più a parlare perché sto congelando”. Era questo il contenuto dell’ultima drammatica telefonata giunta al numero di Alarm Phone dal barcone con circa 100 persone a bordo in difficoltà al largo di Misurata.

“Cerchiamo di stare in contatto con la barca. ‘Presto non sarò più in grado di parlare perché mi sto congelando’, ci ha detto una persona. Sono nel panico, il nostro team cerca di calmarli. Nell’ultima ora abbiamo sentito ripetutamente la gente gridare”, riferisce Alarm Phone.

“Siccome la Guardia costiera di Malta non ci ha richiamato, come convenuto, li abbiamo chiamati noi alle 16. Ci hanno detto che stanno lavorando su tre eventi Sar ma non confermano alcuna operazione per la ‘nostra’ barca. Ci hanno dato un ottavo numero della Guardia costiera di Tripoli. È ridicolo. Ne basterebbe uno se rispondessero”.

La nave della ong Sea Watch ha annunciato che si sta dirigendo verso la barca in difficoltà. “Siamo a circa 15 ore di distanza. Non possiamo coprire da soli il Mediterraneo, dove le persone vengono lasciate morire”, scrive Sea Watch su Twitter.

Barcone in difficoltà nel Mediterraneo – L’allarme

La prima chiamata è pervenuta intorno alle 10 e i passeggeri della barca hanno chiesto inizialmente di non chiamare in soccorso le autorità libiche, secondo quanto scrive Alarm Phone. In una successiva chiamata, i migranti hanno detto di avere a bordo anche un bambino “in stato di incoscienza o deceduto”, e che tra di loro sta montando il panico.

“Alle 10 di domenica mattina – spiega Alarm Phone su Twitter – siamo stati avvertiti di un’imbarcazione con 100 persone a bordo che stava tentando di attraversare il Mediterraneo. Alle 11 abbiamo ricevuto la loro prima posizione. Erano a 60 miglia al largo di Misurata (Libia), ma la situazione era calma e ci chiedevano di restare in stand-by, mentre tentavano di utilizzare un motore”.

“Tra le 11:40 e le 12:20 le persone hanno cominciato ad andare nel panico. Volevano che informassimo le autorità, ma non quelle libiche. Abbiamo fornito loro assistenza legale, spiegando che Libia e Italia avrebbero sostenuto la responsabilità libica per l’area in cui erano. Alle 12:20 abbiamo ricevuto una nuova posizione. Erano a 12 miglia più a est e avevano problemi di navigazione. Un bambino è incosciente o morto. Il natante sta imbarcando acqua. Chiedono aiuto, anche se questo potrebbe significare tornare in Libia”.

“Alle 12:58 abbiamo chiamato la sala operativa di Roma fornendo la nuova posizione Gps. Ci hanno detto di chiamare Malta. Alle 13:10 abbiamo scritto email a Roma, Malta e Libia – conclude la nota – chiedendo di chi fosse il coordinamento. Abbiamo richiesto assistenza urgente. Le email verso Tripoli ci sono tornate indietro immediatamente. Malta ci ha confermato che ci richiamerà”.

“Roma e Malta ci hanno istruito di contattare la guardia costiera di Tripoli come autorità competente”, ha scritto Alarm Phone. “Finora – aggiunge – non abbiamo avuto alcuna risposta dalla Guardia costiera di Tripoli. Non possiamo nemmeno confermare che abbiano ricevuto il nostro messaggio. Stiamo chiamando tutti i numeri di telefono, finora senza successo”.

“Abbiamo chiamato diverse volte i 6 diversi numeri della guardia costiera di Tripoli. Non sono raggiungibili. Ma esistono? Abbiamo informato Malta e Italia ci questo e abbiamo ricevuto da Roma un settimo numero, ma anche questo non va. Al momento nessuna autorità ci ha confermato il coordinamento Sar”.

Nei giorni scorsi 170 persone sono morte in due naufragi di gommoni avvenuti nel Mediterraneo. Un gommone è affondato a circa 45 chilometri a est di Tripoli: su 120 persone solo 3 sono sopravvissute. L’altro naufragio riguarda circa 53 persone morte nel Mare di Albora’n, nel Mediterraneo occidentale (solo un uomo è sopravvissuto, soccorso da un peschereccio di passaggio).

La nave Sea Watch 3, che ha salvato 47 persone a bordo di un gommone, rimane intanto nel Mediterraneo senza un coordinamento e in attesa di indicazioni.

Leggi anche: “Tripoli non risponde”: ecco cosa non funziona nei soccorsi in mare al largo della Libia