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Pensioni News | Ultime Notizie Oggi | Riforma | Novità

Tutti gli aggiornamenti in materia di pensioni e previdenza sociale

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Pensioni News | Ultime Notizie Oggi | Riforma | Novità

PENSIONI NEWS – Tutte le novità e gli aggiornamenti in materia di pensioni: dalla Legge Fornero al suo superamento proposto, con l’introduzione di Quota 100, dall’esecutivo Lega-M5s e contenuto nel contratto di governo insieme ad altri capisaldi come il reddito di cittadinanza e la flat tax.

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> Pensioni, da Quota cento a Opzione donna: tutte le novità

Pensioni news | Giovedì 17 gennaio – ore 19.40 Il Consiglio dei ministri dà il via libera al decreto-legge su quota 100 e reddito di cittadinanza. Qui tutti i dettagli.

ore 12 – Concluso vertice di maggioranza. Cdm confermato alle 18. Si è concluso da pochi minuti il vertice di maggioranza tra il premier Giuseppe Conte e i vicepremier Salvini e Di Maio preliminare al Consiglio dei ministri di oggi alle 18 dove verrà varato il decreto pensioni e reddito di cittadinanza. Confermato dunque il nuovo orario del Cdm, inizialmente previsto per le ore 16. Una nota di palazzo Chigi conferma la soddisfazione del governo dopo il via libera degli stanziamenti per il tfs anticipato per tutti e per il fondo volo Alitalia.

ore 11 – Cdm potrebbe slittare alle ore 18. Alcuni rumors da palazzo Chigi parlano di slittamento del Consiglio dei ministri previsto per oggi alle ore 16. La riunione dell’esecutivo per l’approvazione del “decretone” su quota 100 e reddito di cittadinanza potrebbe infatti slittare alle ore 18.

ore 10 – Al via il vertice di maggioranza su quota 100 e reddito di cittadinanza. Ha preso il via da pochi minuti il vertice di maggioranza tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio sul “decretone” su quota 100 e reddito di cittadinanza. La discussione verte principalmente sulle coperture finanziarie per le due misure, oltre che sulla messa a punto degli ultimi dettagli sia sulla riforma previdenziale che in merito al sussidio economico di contrasto alla povertà.

ore 9 – Cdm previsto alle ore 16 di oggi. La riunione del Consiglio dei ministri per l’approvazione del “decretone” su quota 100 e reddito di cittadinanza inizierà alle ore 16. Atteso invece in mattinata un vertice tra il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per definire sciogliere gli ultimi nodi sulle due misure.

Mercoledì 16 gennaio – Anche il premier Conte conferma Cdm su decreto pensioni e Rdc – “Tanti gli impegni che mi aspettano a partire da domani. Innanzitutto avremo un consiglio dei ministri importantissimo. Approveremo il decreto che contiene i due provvedimenti chiave di questo governo: il reddito di cittadinanza e quota 100”, ha assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un post su Facebook.

Pensioni, Salvini: “Per Quota 100 i soldi ci sono”.  “I soldi ci sono, lasciamo che i tecnici facciano il loro mestiere su provvedimenti che riguardano milioni di italiani”, questa la rassicurazione del vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini.

Il capo del Viminale, inoltre, ha confermato che il Consiglio dei ministri previsto per oggi con all’ordine del giorno il decreto pensioni e reddito di cittadinanza si farà, smentendo quindi le voci che parlavano di un rinvio a venerdì o anche alla settimana prossima. “Abbiamo chiesto ai tecnici che i conti siano perfetti sino all’ultima virgola, quindi che si prendano le ultime ore necessarie, perché poi si parte” ha dichiarato il segretario della Lega a margine di un’iniziativa elettorale del suo partito organizzata a Oristano in vista delle prossime elezioni regionali.

Pensioni, decreto su Quota 100: ecco chi rimane escluso dalla riforma previdenziale. Il maxi decreto su pensioni Quota 100 (quicome funziona la riforma e tutti gli aggiornamenti) e reddito di cittadinanza – la cui approvazione definitiva è attesa per giovedì 17 gennaio – è giunto alla sua versione definitiva a meno di ulteriori modifiche. Gli ultimi ritocchi riguardano infatti il comparto sicurezza – quindi polizia e militari – il quale resterebbe escluso dalla riforma. (Qui tutti i dettagli)

Quota 41 per tutti, Di Maio: “È il nostro vero obiettivo, ma devono cambiare regole Ue” – Durante il loro viaggio in auto verso Strasburgo, Di Maio e Di Battista hanno parlato dei prossimi obiettivi del governo sul tema pensioni. “Quota 100 è un grande risultato, ma il vero superamento della Legge Fornero sarà Quota 41”. Per la nuova riforma, però, i due esponenti del M5S hanno sottolineato che dovranno prima cambiare le regole europee sui vincoli di bilancio per i Paesi membri. (Qui tutti i dettagli)

Pensioni, Fillea Cgil: “Quota 100 è inaccessibile per i lavoratori edili”- “Trentotto anni di contributi (e 62 anni di età) per accedere all’uscita con quota 100 per i prossimi tre anni, così come trentasei anni di contributi per accedere all’Ape social, sono traguardi irraggiungibili per il 99% degli operai edili italiani. Lo abbiamo denunciato con il Governo precedente e continuiamo a farlo con questo”. Ad affermarlo è Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, la Federazione italiana dei lavoratori del legno e affini.

“Anzi, guardando alla platea di quota 100 – ha continuato Genovesi – di fatto ne restano fuori proprio coloro che svolgono lavori gravosi e discontinui, insieme a donne, giovani e lavoratori meridionali, cioè i più deboli. Continuiamo a chiedere, insieme a Cgil, Cisl e Uil una vera modifica della legge Fornero che permetta uscite flessibili senza penalizzazioni, riconoscendo che i lavori non sono tutti uguali”.

Martedì 15 gennaio – Disabili, Noja: “Non c’è traccia del promesso aumento delle pensioni di invalidità. “Nei mesi scorsi, il governo aveva annunciato che con la legge di Bilancio e con l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza tutte le pensioni di invalidità, circa un milione, sarebbero passate dagli attuali 285 a 780 euro. Purtroppo, come ammesso dalla stessa Lega, non c’è traccia di questo aumento nel decreto che istituirà il reddito e le pensioni di cittadinanza. Ma oggi Salvini annuncia trionfalmente che i soldi ci sono eccome, anzi già c’erano”. Questa la dichiarazione che non nasconde la delusione della deputata del Pd Lisa Noja.

“Evidentemente l’esecutivo ha deciso di destinare tutto il fondo da 6 miliardi per il reddito e le pensioni di cittadinanza”, ha continuato la dem, la quale sostiene che “è ora di finirla con gli annunci e i controannunci: se ci sono nuovi fondi specifici per le persone con disabilità dicano a quanto ammontano e destinati a realizzare cosa. La misura è colma. Non ci si prende gioco così dei cittadini, soprattutto, quelli più bisognosi”.

Lunedì 14 gennaio – Governo, fasi finali per reddito e quota 100: giovedì il Cdm. Il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato che la riunione del Consiglio dei ministri per l’approvazione di Quota 100 e reddito di cittadinanza è prevista per giovedì 17 gennaio.

“Giovedì in Consiglio dei ministri arriverà l’approvazione definitiva del reddito di cittadinanza” sono infatti le parole del ministro del Lavoro, il quale ha inoltre spiegato che saranno tagliate “anche le pensioni dei sindacalisti”. Il premier Giuseppe Conte, nel frattempo, ha sottolineato la complessità del provvedimento su cui il governo sta “lavorando da mesi” e che vuole “fare bene”, motivo per cui si è reso necessario attendere il parere della Ragioneria, che a sua volta attende la relazione tecnica; d’altronde, nelle bozze del provvedimento le previsioni di spesa sono state ritoccate più volte.

Altra questione che attende chiarimenti è quella relativa al Tfs dei dipendenti pubblici che sceglieranno di andare in pensione con Quota 100; la bozza prevede che possano prendere la buonuscita quando matureranno i requisiti della legge Fornero ma la ministra della Pa Giulia Bongiorno e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon hanno garantito che gli statali avranno la possibilità di ricevere subito il Tfs grazie ad una convenzione che sarà firmata con gli istituti bancari. Su questo, comunque, non è ancora chiaro se gli interessi saranno a totale o parziale carico dello Stato.

Altre modifiche, infine, potrebbero riguardare i termini per opzione donna (qui come funziona), considerando non più le lavoratrici nate nel 1960 ma quelle nate nel 1959.

Sabato 12 gennaio – Pensioni, Luigi Di Maio: “Nel decreto sul reddito di cittadinanza taglieremo anche le pensioni dei sindacalisti”. “Nel decreto sul reddito di cittadinanza taglieremo anche le pensioni dei sindacalistiStiamo provando a far virare una petroliera, una grandissima nave che stava andando a schiantarsi contro gli scogli. Un po’”, queste le parole del vicepremier Luigi Di Maio durante un comizio a Porto Torres (Sassari), dove anche insieme al ministro per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro ha cominciato la sua visita in Sardegna a sostegno del candidato presidente della Regione per il M5S, Francesco Desogus, e di quello alle suppletive per la Camera nel collegio di Cagliari, Luca Caschili.

Venerdì 11 gennaio – Conte: “Quota 100 assicurerà ricambio generazionale” – “Stiamo impostando quota cento non solo come cosa giusta, per superare la Fornero, ma soprattutto per assicurare ricambio generazionale: non anticipo dati ma posso dire che Eni, e non à la sola, mi ha anticipato nel 2019 per un lavoratore che esce ne saranno occupati due/tre”. A dirlo è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto agli Stati generali dei consulenti del lavoro. Conte poi parla anche del reddito di cittadinanza: “È slittato perché noi facciamo le cose per bene, è un manifesto politico e non una promessa elettorale”.

Pensioni news | Giovedì 10 gennaio – Reddito di cittadinanza e quota 100: slitta la riunione a palazzo Chigi. Slitta la riunione del consiglio dei ministri, prevista per oggi, ma mai convocata formalmente, per l’esame del decreto unico sul reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. Secondo quanto si apprende da fonti di governo il testo sarebbe chiuso ma ancora al vaglio della Ragioneria generale dello Stato per le verifiche normative. Non e’ escluso che il decreto possa approdare in Cdm domani ma, secondo quanto riferiscono le stesse fonti, e’ probabile che la riunione slitti alla prossima settimana.

Mercoledì 9 gennaio – Pensioni, bozza dl pensioni e Rdc ancora ferma in preconsiglio –Mentre continua lo scontro tra Lega e M5s sul reddito di cittadinanza dopo che il Carroccio ha posto l’accento sulla questione disabili, la bozza del dl che contiene anche Quota 100 rimane ferma in preconsiglio a palazzo Chigi e in attesa di approvazione, la quale è attesa tra oggi e domani.

Nella bozza, per quanto riguarda le disposizioni in materia di previdenza, si parla anche di Opzione Donna (qui come funziona e gli aggiornamenti): secondo quanto previsto a poter uscire anticipatamente dal lavoro saranno le autonome nate entro il 31 dicembre 1959 e le dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960. “Il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180 – si legge infatti nel testo visionato dall’Agi – e riconosciuto nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1960, e delle lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1959 le quali abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni al 31 dicembre 2018”.

In merito invece alle riforme che i giallo-verdi intendono attuare per Inps e Inail, la bozza prevede che i presidenti dei due istituti saranno nominati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto su reddito di cittadinanza e pensioni.

E mentre il sottosegretario al lavoro Durigon, ospite martedì sera nella trasmissione di Giovanni Floris in onda su La7, Dimartedì, ha assicurato che i lavoratori che sceglieranno Quota 100 per andare in pensione non pagheranno interessi per avere subito il Tfs, ma che “li pagherà lo Stato”, da Tito Boeri arriva un altro forte attacco all’esecutivo.

“Sulle pensioni anticipate – ha affermato il presidente dell’Inps in un’intervista a La Stampai soldi previsti non basteranno. Dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa c’e’. E le tasse sono destinate ad aumentare. La durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo è sbagliatissimo: finirà per alimentare il lavoro nero. Ci obbligherà a mandare ispettori per controllare che non versino i contributi!”

Martedì 8 gennaio – Pensioni, Landini: “Con Quota 100 non si cambia la Fornero”– Mentre il decreto su pensioni e reddito di cittadinanza è ancora atteso sul tavolo di palazzo Chigi, continuano ad arrivare da più parte critiche su Quota 100. Questa volta a parlare della riforma previdenziale non risparmiando critiche è Maurizio Landini, segretario confederale della CGIL, il quale ha invitato anche gli altri sindacati – Cgil, Cisl e Uil – ad attuare una grande mobilitazione per dire che Quota 100 non cambierà la Fornero ma, al massimo, potrà portare “una piccola modifica” alle attuali norme sul pensionamento.

Di fronte ad una assemblea in Cgil Landini ha infatti fatto emergere quelle che, secondo lui, sono le contraddizioni in merito a Quota 100; il decreto legge del governo sarebbe, secondo Landini, privo di misure per le donne e per i giovani. Inoltre, il sindacalista rimarca il permanere di situazioni di differenza nei posti di lavoro tra chi potrà andare in pensione anticipatamente e chi no (anche con 41 anni di contributi).

Landini, infine, ha anche contestato la pensione di cittadinanza: “Un bracciante dopo essersi fatto il mazzo per versare contributi prende 680 euro di pensione e chi non ha versato e magari è pure la moglie di un imprenditore e può prendere 780 euro: che c….di giustizia sociale è?”

Lunedì 7 gennaio – Pensioni, Durigon : “La diminuzione dell’assegno pensionistico con quota 100 è al massimo del 16 per cento“. Abbiamo fatto uno studio con l’Inps. Su una busta paga media di pensione di 1500 euro, il non percepito per i minori anni contributivi è pari al 16% netto massimo, fino al 2% iniziale di un anno”. Questa la rassicurazione del sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, che intervistato a Sky TG24 Economia ha parlato di Quota 100 e ha risposto ad alcune domande circa l’attuazione pratica della riforma sul pensionamento anticipato.

Quando gli è stato chiesto se Quota 100 porterà a un effettivo superamento della Legge Fornero, Durigon ha spiegato: “Abbiamo dato un primo impulso positivo al mercato in uscita. Questo darà sicuramente un po’ di vigore all’entrata nel mondo del lavoro. E’ una prima picconata”.

Infine, rispetto alle critiche arrivate dai sindacati circa la durata triennale del provvedimento, il sottosegretario ha risposto: “Il nostro obiettivo è la famosa Quota 41, ma oggi sarebbe costata troppo per le casse dello Stato, visto il bacino che la stessa Legge Fornero aveva in qualche modo creato. Quindi abbiamo affrontato Quota 100 con dei paletti ben prefissati, in modo che il bacino si svuoterà di circa sei o settecento mila persone in tre anni e darà la possibilità, subito dopo questi tre anni, di valutare di fare Quota 41”.

Sabato 5 gennaio – Pensioni quota 100, pubblicata la bozza del decreto: tutte le novità – È stata diffusa oggi, 5 gennaio, l’ultima bozza del decreto sulle pensioni quota 100 e sul reddito di cittadinanza. Il testo, composto da due titoli e 27 articoli, verrà esaminato martedì 8 gennaio per poi approdare in Consiglio dei ministri nei giorni successivi, salvo cambiamenti.

Ecco tutte le novità per quanto riguarda le pensioni a quota 100 (qui tutte le news). Qui cosa prevede la bozza del decreto a proposito del reddito di cittadinanza.

Si inizia ad aprile – Il via ai nuovi pensionamenti con quota 100, ovvero 62 anni di età e 38 di contributi minimi, scatta dal 1 aprile. Confermati i requisiti d’accesso. La misura viene introdotta “in via sperimentale” per il triennio 2019-2021. (Qui tutti i dettagli)

Pensioni news | Venerdì 4 gennaio – Pensioni, rischio caos per Quota 100. Durigon: “Reddito di cittadinanza e Quota 100 saranno un grande lavoro per l’Inps”. Il sottosegretario al Lavoto, Claudio Durigon, ha risposto ad alcune questioni impellenti riguardanti Quota 100 nel corso della trasmissione di Rete 4 “Stasera Italia”. “Con l’Inps si sta studiando come intervenire nel miglior modo possibile per dare delle risposte a tutti”, è la rassicurazione di Durigon, il quale ha sottolineato che l’obiettivo primario sarà quello di smaltire il più velocemente possibile le domande che arriveranno”.

“Credo che reddito di cittadinanza e quota 100 saranno un grande lavoro per l’Inps”, ha poi precisato il sottosegretario, il quale si è poi espresso anche sul ruolo che in questo caso avrà Tito Boeri, il presidente dell’istituto di previdenza. “Credo che l’Inps abbia bisogno di un cambiamento, nel senso che secondo me i presidenti lasciati da soli a governare l’ente più importante d’Italia ed economicamente con più valore non possano essere lasciati soli. Quindi stiamo vagliando l’opportunità di una governance diversa che sia più collegiale e dia più risposte”.

Pensioni news | Giovedì 3 gennaio – Pensioni, Quota 100: il decreto è in ritardo e intanto aumenta l’età per la pensione. Il dl relativo alla riforma previdenziale di superamento della Fornero sarebbe dovuto giungere ad approvazione entro il 31 dicembre: le norme in esso contenute, ora, rischiano di finire in uno stallo burocratico e portare a ritardi che mettono in discussione la partenza di Quota 100 nella prossima primavera. (qui tutti i dettagli)

Pensioni news | Mercoledì 2 gennaio – Pensioni, Cgil: “Quota 100 è una misura temporanea che non cancella la legge Fornero”. A pochi giorni dall’arrivo in Consiglio dei Ministri del decreto attuativo riguardante la riforma del sistema pensionistico il segretario nazionale Cgil, Roberto Ghiselli, critica l’operato del governo su Quota 100 e chiede maggior confronto con le parti sociali.

“Se le anticipazioni fossero attendibili ci troveremmo di fronte ad una misura previdenziale temporanea, che si esaurirà in un triennio e che non potrà essere definita quota 100 perché il requisito dei 38 anni di contributi per l’anticipo pensionistico rimarrebbe vincolante a prescindere dall’età”, queste infatti le dichiarazioni del segretario. “Ma, soprattutto – aggiunge – non avrebbe nulla a che vedere con la “cancellazione” della legge Fornero che, al contrario, resterebbe in vigore integralmente e che, anche nei prossimi tre anni, non migliorerebbe le condizioni di gran parte delle persone, soprattutto per chi ha fatto lavori discontinui e gravosi, le donne, i lavoratori precoci”.

Poi Ghiselli fa un appello all’esecutivo Conte: “Nei prossimi giorni è prevista l’approvazione del decreto legge sulle pensioni e sarebbe un errore se il Governo procedesse, anche in questa circostanza, senza un preventivo confronto con le organizzazioni sindacali, ignorando le proposte che unitariamente abbiamo da tempo formulato”. “Si sta parlando di misure – sottolinea il leader Cgil – alcune anche condivisibili, che comunque da sole non sono una riforma organica e socialmente sostenibile del sistema previdenziale italiano. “Vorremmo inoltre capire se il decreto conterrà effettivamente la proroga dell’Ape sociale e di Opzione donna, e un intervento risolutivo per gli esodati. Rispetto all’ipotesi di un blocco dei 5 mesi di incremento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate, se questa misura venisse accompagnata da un sistema di finestre d’uscita esteso anche a queste pensioni verrebbe annullato quasi del tutto il beneficio e sarebbe una ulteriore promessa non mantenuta”, è la conclusione di Ghiselli.

Pensioni news | Martedì 1 gennaio 2019 –  Di Maio e Di Battista, pensioni: “Ci combattono perché tagliamo le pensioni d’oro”. Luigi Di Maio, insieme anche al da poco rimpatriato dal suo viaggio in Sudamerica Alessandro Di Battista, in un video pubblicato su Facebook in cui i due esponenti pentastellati parlano delle azioni portate avanti dall’esecutivo direttamente dalle piste da sci del Trentino, torna anche sul tema delle pensioni d’oro.

“È stato un 2018 in cui abbiamo combattuto quella classe di italiani privilegiati che si è opposta al cambiamento e che ci sta combattendo, anche in questi giorni, perché gli stiamo bloccando le pensioni d’oro. Stiamo bloccando un sacco di cose che vi avevamo promesso avremmo tagliato e che stiamo tagliando”, queste le parole di soddisfazione del vicepremier e ministro del Lavoro.

Pensioni News | Quota 100: come funziona e cosa prevede la nuova riforma

La riforma di superamento della legge Fornero, denominata Quota 100, inserita nella legge di Bilancio 2019 e successivamente approvata nel decreto pensioni e reddito di cittadinanza in Consiglio dei ministri la sera del 17 gennaio partirà quindi ad aprile 2019 (qui tutti i dettagli).

Il nuovo meccanismo di anticipo pensionistico in sperimentazione per il prossimo triennio – quindi fino al 2021 – prevede la possibilità di uscita dal lavoro con 62 anni di età e 38 di contributi versati. I primi assegni con Quota 100 dovrebbero incassarli i dipendenti privati a partire dal 1° aprile 2019: sono previste infatti, dal momento in cui vengono maturati i requisiti per la pensione, delle finestre mobili di tre mesi per i dipendenti del settore privato e di sei mesi per quelli del pubblico.

Tutti quei lavoratori che sceglieranno di andare in pensione con Quota 100, inoltre, dovranno rispettare per cinque anni il divieto di cumulo tra pensione e altri redditi: il massimo consentito è di 5 mila euro annui netti. Questo periodo di divieto, in sostanza, si riferisce all’intervallo di tempo tra la maturazione dei requisiti per Quota 100 e quelli per la pensione di vecchiaia.

Pensioni News | Quota 41

“Quota 41 per tutti”, è questa l’idea e l’obiettivo del ministro Salvini. Ma di che si tratta?

La Quota 41 – insieme anche a Quota 100 – è una delle novità in tema di pensionamento introdotte dal governo giallo-verde più attese dai lavoratori; tutto quello che finora si conosce in merito – requisiti, funzionamento ecc – è basato su indiscrezioni, quindi bisognerà attendere conferme da parte del governo.

Tale sistema prevede per i lavoratori accesso al pensionamento con 41 anni di contributi e senza vincoli di età. Il M5s e la Lega hanno intenzione di estendere una misura già introdotta nel 2017: in quell’anno la legge di Bilancio aveva infatti previsto la quota 41 per i lavoratori precoci – cioè coloro che hanno lavorato almeno 12 mesi prima del 19esimo anno di età – mentre ad oggi essa viene contemplata per una platea ben più ampia, cioè tutti i lavoratori con 41 anni di contributi versati.

A mancare, al momento, sono notizie certe circa il calcolo (potrebbe essere applicato il metodo contributivo ma andrebbe a svantaggiare molti lavoratori) e le coperture per assicurare appunto a tutti l’estensione della misura.

Pensioni News | Opzione Donna

Opzione Donna – o anche regime sperimentale donna – è quella possibilità che consente alle lavoratrici di ottenere la pensione di anzianità con requisiti anagrafici più favorevoli.

Essendo una misura sperimentale necessita di un rifinanziamento annuale per essere prorogata; questo nel 2017 non è stato ottenuto, mentre invece è stato inserito nella legge di Bilancio 2019 (qui cosa prevede) per una sua proroga di un anno (invece che 3, come previsto inizialmente).

Il 17 gennaio 2019 il governo ha approvato il decreto pensioni e reddito di cittadinanza contenente anche le disposizioni in merito a Opzione Donna (qui tutti i dettagli)

Opzione Donna è stata introdotta nel 2004 con la legge Maroni e non è stata coinvolta dai cambiamenti introdotti con la legge Fornero; essa – come anticipato – permette alle donne lavoratrici, con tempi differenti tra dipendenti pubbliche e lavoratrici autonome, di accedere al pensionamento prima, ma con una penalizzazione sull’assegno.

Per quanto riguarda i requisiti per ottenere questa formula di pensione anticipata, essi riguardano naturalmente l’età anagrafica, che deve essere di 58 anni per le dipendenti e di 59 se autonome. Per quanto riguarda invece l’anzianità contributiva, essa deve essere di almeno 35 anni al 31-12-2018.

Il calcolo per l’assegno è su base contributiva e, secondo le ultime novità, l’età anagrafica non subirà l’adeguamento agli incrementi della speranza di vita.

Pensioni News | Ape Social

L’Ape Social – abbreviazione di Anticipo pensionistico sociale – è un meccanismo di pensionamento che permette ai lavoratori in situazioni di disagio di ottenere la quiescenza senza penalità a partire dai 63 anni di età e dai 30-36 di contribuzione.

Tale modalità – introdotta per la prima volta dal governo Gentiloni come misura sperimentale – nello specifico prevede un’indennità a carico dello stato erogata dall’Inps in favore di coloro che presentano i requisiti di legge (a seguito di una domanda posta dal lavoratore, non è quindi un meccanismo automatico) e fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Alla maturazione dei requisiti ordinari di quiescenza poi si entra infatti nella pensione ordinaria.

Chi può richiedere l’Ape Sociale? Tutti quei lavoratori in condizioni di difficoltà, quindi disoccupati, invalidi, caregivers (con almeno 63 anni di età e 30 di contributi versati) e lavoratori gravosi (con almeno 63 anni di età e 36 di contributi versati).

Per quanto riguarda la sua proroga, a seguito dell’approvazione del decreto pensioni e reddito di cittadinanza tale anticipo pensionistico a favore di alcune categorie di lavoratori rimane valido fino al 31 dicembre 2019.

Pensioni News | Ape Volontaria

L’Ape Volontaria – o anticipo pensionistico volontario – consiste in un regime pensionistico sperimentale che consente di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro tramite un prestito pensionistico erogato dalla banca.

Tale prestito viene erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità. I beneficiari dell’Ape Volontaria – che possono essere indistintamente dipendenti privati, pubblici e lavoratori autonomi – possono ottenere il prestito alla maturazione del diritto sull’anticipo pensionistico. Non possono, al contrario, farne richiesta i liberi professionisti iscritti alle casse professionali e – proprio per la natura stessa dell’anticipo pensionistico – i cattivi pagatori.

Per quanto attiene ai requisiti anagrafici e contributivi, tutti i lavoratori che intendano fare domanda per l’Ape devono avere un minimo di 63 anni e un montante contributivo non inferiore a 20 anni. Il prestito, che viene erogato da soggetti finanziatori e prevede l’obbligo di firmare una garanzia contro il rischio di premorienza, viene “coperto” da agenzie assicurative scelte tra quelle che aderiscono agli accordi quadro.

Dal momento in cui viene presentata la domanda il prestito viene erogato per un minimo di sei mesi fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. (qui tutti i dettagli)