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Bonus Renzi 2019 rimane in busta paga? Tutte le novità introdotte dalla legge di Bilancio

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Bonus Renzi 2019 80 euro | Che fine fa il Bonus Renzi di 80 euro con la nuova legge di Bilancio?

Il bonus erogato in busta paga è stato introdotto dall’art. 1 del D.L. n. 66/2014 ed è stato confermato a regime dalla Legge di Stabilità 2015.

Il Bonus di 80 euro è rivolto ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore ai 26 mila euro.

Il governo giallo-verde aveva inizialmente parlato di “riordino tecnico” o di – addirittura – abolizione. Un’altra ipotesi aperta era poi quella di non far più comparire il bonus in busta paga, ma di renderlo riduzione fiscale. Alla fine, a seguito dell’approvazione della legge di Bilancio 2019 (qui cosa prevede), la decisione è stata quella di non apportare modifiche in merito alla sua erogazione: il bonus, anche per il 2019, rimane in busta paga.

Bonus Renzi 2019: che cos’è e chi ne ha diritto

Il cosiddetto Bonus Renzi è un credito Irpef riconosciuto dal datore di lavoro al lavoratore dipendente o assimilato direttamente in busta paga e senza il bisogno di presentare alcuna domanda.

La normativa prevede infatti che il credito sia riconosciuto in via automatica, senza attendere la richiesta esplicita da parte dei potenziali beneficiari. Occorre quindi solo essere in possesso dei requisiti (tipo di reddito, sussistenza di IRPEF a debito in seguito alle detrazioni da lavoro dipendente, limiti di reddito) per ottenerlo.

Come già anticipato il governo giallo-verde aveva ipotizzato di far diventare il bonus una detrazione d’imposta anziché un beneficio economico erogato in busta paga; l’ipotesi, contemplata in ottica di risparmio, al fine cioè di recuperare risorse per poter meglio finanziare riforme come Quota 100 e reddito di cittadinanza, è poi naufragata a seguito dell’approvazione della manovra.

Ecco qui di seguito le categorie di lavoratori che possono beneficiare di questo contributo economico:

  • lavoratori dipendenti e assimilati
  • lavoratori a tempo determinato
  • lavoratori a progetto
  • lavoratori socialmente utili
  • soci di cooperative
  • lavoratori in stato di disoccupazione che percepiscono Naspi
  • cassa integrati e percettori di indennità di mobilità
  • titolari di remunerazioni sacerdotali

Per quanto riguarda invece i nuovi limiti di reddito all’interno dei quali rientrare per poter godere del bonus:

  • Se il reddito è tra gli 8.174 e i 24.600 euro il bonus spetta in misura completa: quindi 960 euro totali erogati in 12 mensilità
  • Se il reddito è tra i 24.601 e i 26.600 euro l’importo del bonus viene ridotto proporzionalmente
  • Se il reddito supera i 26.600 euro, infine, il bonus viene azzerato

Se poi, come ultima opzione, il reddito annuo di un lavoratore – anche al netto di abitazione principale e indennità come il TFR – cresce e supera la soglia di reddito per cui il bonus è concesso, esso deve essere obbligatoriamente restituito.