Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Migranti, polizia sgombera piazzale Spadolini a Roma: “Si vuole colpire il cuore della solidarietà nel Paese”

Ennesimo sgombero della Polizia effettuato poco dopo le 7 del mattino alle spalle della stazione Tiburtina a Roma. Dieci migranti sono stati condotti a via Patina per il riconoscimento

Immagine di copertina

Poco dopo le 7 di mattina di giovedì 17 gennaio, la polizia si è presentata a piazzale Spadolini a Roma, alle spalle della stazione Tiburtina, e ha richiesto ai migranti lì presenti, circa una decina, di seguirli a via Patina, in Questura, per un possibile riconoscimento e ha deciso di sgomberare l’area occupata dai migranti.

Questo è quanto denuncia l’associazione Baobab Experience che dallo sgombero di piazzale Maslax nel novembre 2018, stava prestando aiuto ai migranti ora defluiti a piazzale Spadolini.

Secondo quanto denunciano i volontari, l’Ama, l’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Roma, ha provveduto a prelevare le coperte dei migranti e a buttarle via.

“Dieci ragazzi sono stati portati via, siamo di fronte all’ennesimo sgombero, mancano i posti per l’accoglienza a Roma e l’unica risposta è mandare la polizia, colpire anche chi porta solidarietà ai migranti. In queste settimane piazzale Spadolini era diventato un centro quasi commovente per quanta gente è venuta a portare cibo e vestiti, si vuole colpire il cuore della solidarietà nel Paese”, ha detto a TPI Andrea Costa, portavoce di Baobab Experience.

Proprio pochi giorni prima di questo nuovo sgombero, TPI era andata a verificare le condizioni dei tanti migranti che a piazzale Spadolini avevano trovato un nuovo punto di raccolta per cercare di riparsi dal freddo e ottenere un minimo di assistenza.

“Ora dormono sotto la pensilina della stazione Tiburtina, in questo momento ci sono in strada donne e bambini che supplicano di essere portati subito “a casa” perché si gela. I centri a loro dedicati non apriranno prima delle 20 e 40 e siamo qui a stringerci nei cappotti e nelle coscienze in attesa che i volontari li possano portare a destinazione”, aveva spiegato Andrea Costa. (Qui il reportage completo).