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Mia Martini, tutto quello che c’è da sapere su una delle voci più belle della storia della musica italiana

La controversa storia di Mimì, dagli inizi come ragazza yè-yè all'affermazione internazionale. In mezzo, la depressione, il tentativo di suicidio, il difficile rapporto col padre e le strane voci sul suo conto, fino alla morte prematura

Immagine di copertina
Mia Martini in una foto del 1976

Mia Martini chi era | Cantante | Carriera | Canzoni | Morte | Loredana Bertè

Se si pensa alla musica italiana, è una delle prime voci che vengono in mente. Passano gli anni, ma rimane una delle cantanti più amate e ascoltate, nonostante la prematura morte a soli 47 anni, in circostanze mai del tutto chiarite. Stiamo parlando della grande Mia Martini.

Nata a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, la cantante ha passato gran parte della sua vita a Milano, dove è riuscita ad affermarsi come una delle artiste più complete del panorama musicale del nostro Paese.

Tutta la sua esistenza è stata accompagnata da un profondo velo di malinconia, divenuto un vero e proprio peso sulla coscienza quando alcune dicerie sul suo conto la colpiscono profondamente nell’anima, facendola allontanare per anni dalle scene.

Dopo il suo ritorno, coinciso con l’uscita dell’intramontabile “Almeno tu nell’universo”, la breve vita di Mia Martini si è conclusa nel suo appartamento a Cardano al Campo, in provincia di Varese, dove è stata trovata morta.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla sua carriera.

Mia Martini chi era | Carriera | Gli inizi

Domenica Rita Adriana Bertè, chiamata da tutti Mimì, nasce il 20 settembre 1947 a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria. È la seconda di quattro sorelle (la maggiore Leda e le più piccole Loredana e Olivia) ed è figlia dell’insegnante di latino e greco Giuseppe Radames Bertè e della maestra elementare Maria Salvina Dato.

L’infanzia e la giovinezza di Mia Martini si svolgono principalmente tra il comune marchigiano di Porto Recanati, dove la famiglia si è trasferita per motivi di lavoro del padre, e Ancona. Fin da giovanissima, la futura artista mostra uno spiccato interesse per la musica e il canto: a 5 anni studia pianoforte, a 13 si esibisce in alcune feste di paese e piccoli concorsi locali.

Nel 1962 Mia Martini convince la mamma ad accompagnarla a Milano, per tentare di intraprendere la carriera di cantante. Lì conosce il discografico Carlo Alberto Rossi, che la lancia come ragazza yè-yè (corista per brani twist e pop di quel tempo) con il nome di Mimì Bertè.

L’anno dopo però emergono tutte le aspirazioni della futura cantante, che pubblica il suo primo 45 giri con due cover per l’etichetta del produttore. Nel 1964 inoltre vince il Festival di Bellaria, diventando a tutti gli effetti una giovane promessa.

Mia Martini chi era | Carriera | Il trasferimento a Roma

Nonostante i primi successi, Mia Martini non riesce a sfondare. Nel 1968 si trasferisce a Roma con la madre e le sorelle. Qui conosce Renato Fiacchini (il futuro Renato Zero), anche lui aspirante cantante. Insieme alla sorella Loredana cerca di guadagnarsi da vivere come può. Tuttavia, nel 1969, viene arrestata per possesso di hashish (al tempo non ancora considerata droga leggera) e per 4 mesi viene reclusa nel carcere di Tempio Pausania.

Durante la permanenza in prigione, ricordata sempre come un’esperienza traumatica che le ha segnato la vita, la giovane tenta anche il suicidio. Tornata in libertà, prosegue con la sua gavetta musicale.

Nel febbraio 1971 i gestori dello storico locale Piper la contattano per un’esibizione nel locale. È l’occasione che Mimì aspettava: nel corso della serata incontra Alberigo Crocetta, proprietario del Piper e autentico talent scout che si offre come suo produttore proponendole anche un radicale cambiamento nella propria immagine.

È in quel momento che la giovane Mimì, prendendo come riferimento artistico Mia Farrow, si trasforma in Mia Martini (la seconda parola del nome d’arte viene suggerita da Crocetta perché una delle parole italiane più riconoscibili all’estero).

Mia Martini chi era | Carriera | Il successo

Il primo brano pubblicato da Mia Martini è “Padre davvero”, una canzone che parla di una figlia che si ribella al padre. Un testo dunque molto autobiografico, visto che spesso la giovane ha parlato del padre come un uomo violento. Sul retro del 45 giri c’è anche “Amore…amore…un corno”, scritto da un giovane Claudio Baglioni.

Il suo primo album, “Oltre la collina”, esce nel novembre del 1971: all’interno vengono trattati alcuni temi delicati come il suicidio, la disperazione, il sesso e le crisi religiose. Il disco è considerato uno dei migliori di Mia Martini e attira anche le attenzioni di Lucio Battisti, che la vuole come ospite in tv nello speciale “Tutti insieme”. È la dimostrazione che ormai è diventata parte integrante del mondo della musica italiana.

Mia Martini chi era | Carriera | Le voci sul suo conto

Sempre nel 1971 la vita di Mimì viene colpita dalla morte di due dei musicisti in tournée con lei, a causa di un incidente stradale. Attorno a Mia Martini iniziano a girare voci che parlano di una presunta sfortuna da lei emanata. Le dicerie, che si basavano anche sul particolare modo di vestire della cantante, continuano a ingrandirsi nel corso del tempo e segnano molto profondamente la giovane cantante.

Nel 1972 comunque Mia Martini torna al successo con il brano “Piccolo uomo”, che le permette di vincere il Festivalbar. Seguono altri successi come “Minuetto”, scritto per lei da Franco Califano, che le permettono di diventare una cantante apprezzata in tutto il mondo, al punto che i suoi brani vengono registrati anche in altre lingue.

Sono anni di grande successo commerciale, accompagnati da interpretazioni che la cantante esegue soprattutto per oneri contrattuali con la Ricordi e che portano all’inevitabile rottura, con una causa in tribunale e il sequestro di beni e guadagni per Mia Martini, accusata di aver sciolto in anticipo il contratto.

Mia Martini chi era | Carriera | Ivano Fossati

Passata alla Rca, Mia Martini continua a incidere successi. Si innamora del collega Ivano Fossati, con cui vive un incontro ricco sul piano musicale, ma anche molto impegnativo su quello personale. L’estrema gelosia del compagno, come spiegato dalla stessa cantante in un’intervista, la costringe a lasciare la Rca per andare alla Warner, con cui pubblica i dischi “Vola” e “Danza”.

Nel 1981 si opera due volte alla corde vocali e il suo timbro, dopo un anno di mutismo, si modifica verso un tono più roco. Nel frattempo Mia Martini si afferma anche come cantautrice: l’album “Mimì” propone dieci brani quasi interamente autografi. Nel 1982 partecipa anche per la prima volta a Sanremo, vincendo il Premio della critica (appositamente istituito e a lei intitolato dopo la sua morte).

Mia Martini chi era | Carriera | Il ritiro dalle scene e il ritorno

Nel frattempo però non accennano a placarsi le voci sul suo conto, che la vedono come una portatrice di sfortuna. Mia Martini vede annullarsi numerosi impegni lavorativi, oltre a subire vere e proprie offese anche dai colleghi (Tullio de Piscopo racconta che la cantante viene fatta viaggiare in aereo in terza classe per non stare vicina alle colleghe).

Per questo motivo nel 1983 decide di ritirarsi dalle scene, vivendo un periodo di forte depressione durante il quale viene assistita dalla sorella Leda. Il suo silenzio dura fino al 1989, quando l’amico Renato Zero convince il direttore artistico del Festival di Sanremo, Adriano Aragozzini, a farla partecipare al concorso.

Mia Martini arriva all’Ariston con il brano “Almeno tu, nell’universo”, che si rivela un grande successo e vince nuovamente il Premio della Critica, premio che ottiene anche l’anno successivo.

Mia Martini chi era | Carriera | Gli ultimi anni e la morte

In questi anni Mia Martini si riavvicina anche alla sorella Loredana Berté e con lei, nel 1993, accetta di duettare a Sanremo. Il loro brano “Stiamo come stiamo” però non ha un grande successo.

Nel 1994 la cantante incide l’album di cover “La musica che mi gira intorno”, in cui canta canzoni di cantanti come De André, De Gregori e Lucio Dalla.

Nel 1995 intraprende una nuova tournée, segnata però da pesanti problemi fisici legati a un fibroma all’utero di cui soffre già da anni e per il quale assume farmaci anticoagulanti. Addirittura è costretta al ricovero durante alcuni concerti.

Il 14 maggio del 1995, a 47 anni, Mia Martini viene trovata morta nel suo appartamento, a Cardano al Campo, in provincia di Varese, dove si era trasferita dopo la riconciliazione con il padre. Secondo la procura di Busto Arsizio però, la cantante sarebbe morta a causa di un arresto cardiaco, causato da un abuso di cocaina.

Molto tempo dopo, Loredana Bertè accusa però il padre della morte della sorella, incolpandolo di averla picchiata pochi giorni prima della morte.

Mia Martini chi era | Il funerale

Il funerale di Mia Martini si svolge il 15 maggio nella chiesa di San Giuseppe presso viale Stelvio a Busto Arsizio. Quasi 4.000 persone accorrono a dare l’ultimo saluto a Mimì.

La sua bara viene coperta da una bandiera del Napoli, la squadra di calcio per cui la cantante faceva il tifo, e il suo corpo viene cremato, su volere del padre.

Mia Martini chi era | Il padre

In un’intervista rilasciata a Enzo Tortora, Mia Martini descrive la propria famiglia come un ambiente soffocante e violento, soprattutto a causa del padre, definito manesco e molto possessivo sia nei confronti della moglie, che delle figlie.

Mia Martini chi era | Il film

A gennaio 2019 viene trasmesso nei cinema, e poi in tv, un biopic sulla vita dell’artista. Il film, dal titolo “Io sono mia”, ha visto la partecipazione di Serena Rossi, nel ruolo di Mia Martini.

Grandi assenti, all’interno della pellicola, i personaggi di Ivano Fossati e Renato Zero, che hanno chiesto di non essere citati.