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Donna strangolata dall’ex marito: la comunità di Alghero “adotta” i bambini

Il sindaco e i concittadini della donna, Michela Fiori, hanno avviato una raccolta fondi per assicurare un sostegno economico che accompagnerà i figli della donna nel percorso scolastico e professionale

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Michela Fiori è stata uccisa ad Alghero la mattina del 23 dicembre da Marcello Tilloca, uomo dal quale stava divorziando e che ora è rinchiuso nel carcere di Bancali.

La coppia aveva due figli di 8 e 12 anni rimasti orfani della madre. l tribunale ha formalizzato l’affidamento alla nonna dei figli di Michela.

Quello davanti al giudice è stato praticamente l’ultimo momento che nonna Giuseppina Grasso ha dovuto vivere prima di lasciare la Sardegna per trasferirsi a Genova.

Ma, come racconta Il Corriere della Sera, il sindaco di Alghero Mario Bruno ha fatto una delibera per avviare una raccolta fondi a loro favore. Una sorta di “adozione di cittadinanza”, si legge nel documento, “che in pratica vuol dire questo: in 44mila si prenderanno cura dei due bimbi attraverso un Fondo di sostegno aperto al banco si Sardegna. Causale: ‘Un futuro per i bambini di Michela’”.

I bambini sono dovuti partire insieme alla nonna materna, proprio come da ultime volontà di Michela. “Se dovesse succedermi qualcosa – aveva detto dopo le minacce di morte ricevute dall’ex marito – fate in modo che i bambini vadano a vivere con mia madre.

Per loro, però, c’è un sostegno economico assicurato dalla comunità sarda che è stato predisposto per accompagnarli nel loro percorso scolastico e professionale.

 “Il più piccolo – racconta il Sindaco Bruno – a un certo punto mi ha chiesto un foglio e mi ha lasciato un cuore con la sua firma, a cui si è aggiunta quella del grande. Sono venuti a salutarmi in ufficio prima di andare a Genova. Ci siamo dati appuntamento presto perché la nostra amicizia continua”.

“In quel cuore c’è la città di Alghero, c’è la Sardegna”, ha proseguito il sindaco. “C’è quella che è scesa in piazza il giorno di Natale, quella che si è stretta intorno alla famiglia e ai bambini di Michela. Ci sono gli oltre 340 donatori che hanno alimentato finora il fondo per assicurare il loro futuro. E ci sono enti, istituzioni, fondazioni, consorzi, editori, associazioni, c’è La Nuova Sardegna e il Banco di Sardegna, alcune parrocchie e la Diocesi di Alghero Bosa, l’associazione dei comuni e tantissimi semplici cittadini”.