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Un vibratore vince il premio innovazione, ma lo ritirano. L’ira delle creatrici: “I robot come bambole gonfiabili sì e il massaggiatore per vagina no?”

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Il dispositivo creato da un team di donne aveva vinto l’Innovation Award 2018, poi il premio è stato ritirato. In una lettera della startup americana la denuncia della fondatrice: “Perché i robot come bambole gonfiabili sì e il massaggiatore per vagina no?”. Sui social l’hashtag #CESGenderBias spopola.
Il suo nome è “Osé” – Questo il nome scelto senza pruderie per l’oggetto del piacere creato con la collaborazione della Oregon State University, non è piaciuto alla Consumer Technology Association (Cta) che ogni anno organizza la fiera dell’elettronica intenazionale. Al punto da meritarsi una squalifica da parte dell’associazione perché considerato “immorale, osceno, indecente, profano o non in linea con l’immagine”. Il dispositivo, ha spiegato la Cta, “non avrebbe dovuto essere accettato per l’Innovation Awards Program” poiché “non rientra in alcuna delle categorie esistenti di prodotti”.

Premiato ma per poco tempo – Il vibratore femminile ideato dalla startup Lora DiCarlo sale e scende dal podio dell’International Consumer Electronics Show in un secondo, travolto da polemiche sessiste. Ironia della sorte, perché il sex toy è stato prodotto in Usa da un team tutto al femminile che online lo descrive come un dispositivo in grado di “riprodurre tutte le sensazioni, per un’esperienza che sembra proprio come quella con un vero partner”.

Dove è l’innovazione – La particolarità del dispositivo è che grazie alla microrobotica riesce a funzionare senza manipolazione: basta indossarlo perché funzioni. Cioè “mimando tutta la gamma di sensazioni che possono essere trasmesse al corpo da bocca, lingua e dita umane”.
Nell’era dei comandi vocali, perché non dovrebbero evolversi anche i sex toys, offrendo la possibilità di godere in solitudine e a mani libere? Ma più del funzionamento, a frenare il successo del dispositivo sembra essere stato il tabù.