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Nasa, la sonda New Horizons raggiunge il corpo celeste più lontano mai esplorato

Ultima Thule dista 6,4 miliardi di chilometri dalla Terra. A Capodanno l'incontro ravvicinato con la sonda New Horizons

Immagine di copertina
La sonda New Horizons Copiright: Nasa

La sonda spaziale New Horizons della Nasa ha raggiunto il corpo celeste più lontano mai esplorato dall’uomo: un oggetto coperto di ghiaccio nella Fascia di Kuiper soprannominato Ultima Thule, che dista ben 6,4 miliardi di chilometri dalla Terra.

Il viaggio di New Horizons – La sonda aveva già dato al mondo le prime immagini ravvicinate di Plutone ed è arrivata nel punto più lontano mai esplorato dopo un viaggio nel nostro Sistema Solare che dura da 13 anni. Alle 00:33 di Capodanno, ora americana,  la New Horizon è passata a 3.500 km da Ultima Thule e ha cominciato a osservare il misterioso oggetto celeste attraverso i suoi potenti obiettivi.

sonda new orizon

Mai così lontani – “Abbiamo segnato un record – ha commentato il direttore del progetto, Alan Stern, del Southwest Research Institute – Un veicolo spaziale non ha mai esplorato prima di oggi qualcosa così distante da noi”. Ed ha aggiunto: “Pensate, siamo un miliardo di miglia (1,6 miliardi di km, ndr) più lontani di Plutone”. Ultima Thule, ha scritto Stern sul The New York Times, “È 17.000 volte più lontano rispetto al ‘grande passo’ della missione lunare di Apollo”.

Controlli ravvicinati – La sonda è stata seguita attimo per attimo dal Centro NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena e dalla Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, che è situato nel Maryland. Ultima Thuile infatti, dista circa 4 miliardi di chilometri da noi, ed è quindi anche molto lontano dal Sole.

Progetti per il futuro – È stata la prima sonda spaziale a visitare l”ex pianeta” Plutone, appartenente al nostro Sistema Solare fino al 2005 e poi declassato a causa delle sue piccole dimensioni. In seguito, si è diretta verso la Fascia di Kuiper, che comprende Ultima Thule. Ma non è finita. Dopo il rendez-vous di inizio 2019, la sonda è destinata a superare le “Colonne d’Ercole” del nostro sistema solare , e così come avvenuto per le Voyager 1 e 2, andrà ad immergersi nell’immenso mare senza materia dell’eliosfera e dell’eliopausa. Un giorno, anche se non potrà più comunicarlo a Terra (la potenza di bordo inevitabilmente terminerà…), potrebbe raggiungere una delle stelle a noi più vicine.