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Mimmo Lucano a TPI: “Riace dava fastidio, immigrazione non è un dramma sociale, io lotto ancora”

Parte la campagna per candidare Riace e la sua accoglienza diffusa al Nobel per la pace. Il sindaco Mimmo Lucano racconta come vede il futuro della cittadina calabrese

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Credit: Anna Ditta

Mimmo Lucano | Riace Premio Nobel per la pace |“Non era facile immaginare che la Calabria potesse diventare terra di arrivo, di immigrazione. Dentro il nulla, dentro una realtà limite. A Riace è stato possibile, quindi è possibile in moltissimi altri luoghi. Questo disturbava chi ha fatto passare l’equazione che l’immigrazione è un dramma sociale, perché dimostra che volendo è possibile. E non sono teorie, Riace lo ha dimostrato”.

Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, parla in un’intervista video a TPI.it a margine dell’evento che si è tenuto giovedì 20 dicembre al Teatro Palladium, nel quartiere romano di Garbatella, con cui è stata lanciata la campagna “Riace Premio Nobel per la Pace“, promossa dall’VIII municipio e da Re.Co.Sol – Rete dei Comuni Solidali.

Nel corso dello stesso evento, Lucano è diventato virtualmente un cittadino dell’VIII municipio di Roma, su iniziativa del presidente Amedeo Ciaccheri.

Una decisione che è stata sconfessata dalla sindaca della Capitale Virginia Raggi, che ha sottolineato che solo il sindaco può concedere la cittadinanza onoraria.

Sul palco per appoggiare la candidatura di Riace al Premio Nobel per la pace anche Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio e candidato alle primarie del Pd (qui la sua recente intervistaTPI.it).

La serata è stata presentata da Simona Maggiorelli, direttrice di Left. Dopo uno spettacolo organizzato da una scuola media romana sul tema dell’immigrazione, hanno parlato Mimmo Rizzuti di Re.co.sol, padre Alex Zanotelli, Tasia Christodoulopoulou, vicepresidente del parlamento greco, l’attivista Pierre Cabeza (associazione Pace per il Congo) e l’eurodeputata Eleonora Forenza. Lo scrittore Erri De Luca ha mandato un video-messaggio in sostegno della candidatura.

“Non ci sono parole per ringraziarvi”, ha detto Lucano sul palco. “Vi ringrazio tutti di cuore per l’affetto, per condividere questa candidatura, questa richiesta. Secondo me già potrebbe bastare. Anche senza arrivare fino in fondo”, aggiunge suscitando l’ilarità generale.

“Era inimmaginabile – nel bene e nel male – che un giorno un comune della Locride, un sindaco della Calabria, potesse essere così importante, essere così conosciuto. I paesi vicino a Riace dicono che c’è come un’aurea, anche dopo che sono stati ritrovati i bronzi, che siamo un paese fortunato. Sembra un po’ incredibile”, dice commosso.

Il sindaco di Riace Mimmo Lucano è stato messo agli arresti domiciliari l’ottobre scorso con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il paese della Locride era diventato noto a livello mondiale per quello che viene chiamato il “modello Riace”, un sistema di accoglienza diffusa.

Lucano, che è stato sospeso dalla carica di sindaco, è accusato di aver organizzato un matrimonio “di comodo” tra un’immigrata nigeriana e un cittadino italiano.

La Procura di Locri contesta a Lucano anche l’affidamento diretto di appalti per la raccolta e il trasporto dei rifiuti di Riace ad alcune cooperative senza aver prima indetto una gara d’appalto.

Dopo l’arresto del sindaco, il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha revocato i domiciliari e gli ha imposto il divieto di dimora a Riace.

Ma qual è la situazione oggi nel paesino?

“Oggi sono rimaste un centinaio di persone, che vedono il loro futuro segnato da una profonda incertezza”, racconta il sindaco. “Ma non voglio apparire rassegnato. Non sono per nulla rassegnato”.

Quale futuro attende allora la cittadina diventata famosa in tutto il mondo per la sua accoglienza diffusa? Il sindaco Mimmo Lucano ha risposto in un’intervista video con TPI.it.