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Massacro di Jonestown: il suicidio di massa più grande della storia moderna

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Massacro Jonestown | Era il 18 novembre 1978 quando 909 persone si suicidavano in massa nella giungla della Guyana. Quell’episodio passò alla storia come uno dei peggiori massacri collettivi dei tempi moderni.

Le vittime erano adepti del “Tempio del popolo (People’s temple), un movimento religioso e politico fondato dal predicatore Jim Jones, che vivevano in una comune agricola. Proprio Jim Jones aveva ordinato ai suoi adepti, tra cui 219 bambini, di ingerire del cianuro.

Se non si considerano i disastri naturali e gli attentati dell’11 settembre 2001, mai tanti civili statunitensi erano morti tutti insieme in una sola circostanza. Viene definito suicidio, ma secondo molti si trattò piuttosto di un “omicidio”.

Ma cosa successe quel giorno del 1978? Per capirlo bisogna spiegare le origini della setta:

Che cosa sono il culto del Tempio del Popolo e la comunità di Jonestown

Il Tempio del popolo è stato un movimento basato sul culto legato alla chiesa dei Discepoli di Cristo ed ispirato a politiche socialiste.  Fondato nel 1955, nello stato americano dell’Indiana, con il nome di Wings of Deliverance (“Ali della liberazione”), mutò poi il nome in “Tempio del popolo”. Nel 1965 si era trasferito in California e contava circa 70 membri.

In seguito alle accuse di promiscuità sessuale e di attività politiche segrete, il movimento, guidato dal pastore Jones, si trasferì nella giungla della Guyana, fondando una nuova città: Jonestown. Era il 1974 e grazie a una concessione ottenuta dal governo della Guyana in un territorio al confine con il Venezuela venne avviato il progetto agricolo per creare la comune agricola, una comunità utopistica socialista, dove dovevano imperare la fratellanza e la tolleranza, al contrario del materialismo e del razzismo tipico degli Stati Uniti.

La città era ispirata al naturismo di Pol Pot in Cambogia, di cui il reverendo e fondatore Jones era un ammiratore. L’idea di base era creare un luogo che fosse una sorta di paradiso in Terra. Una volta entrati a far parte della comunità era impossibile uscirne. La filosofia alla base della comunità era il “socialismo pentecostale”.

Alcuni anni dopo l’insediamento alcuni familiari di adepti di Jonestown denunciarono che i loro parenti erano trattenuti nella comunità contro la loro volontà. Le denunce diedero l’avvio a un’indagine che coinvolse il Congresso degli Stati Uniti.

18 novembre 1978: il suicidio-omicidio di massa

In merito a quelle indagini, il 17 novembre 1978 una delegazione guidata dal deputato Leo Ryan si recò in Guyana, per fare visita al Tempio del popolo, accompagnato da giornalisti e da familiari dei membri della setta. Quando la delegazione stava per ripartire però, la sicurezza di Jonestown sparò sul gruppo, uccidendo 5 membri e il deputato Ryan.

Leo Ryan, primo e unico deputato nella storia degli Stati Uniti a essere assassinato in servizio.

Jim Jones dopo l’attacco convocò un’assemblea in cui chiese ai suoi adepti di suicidarsi in massa “per la gloria del socialismo”.

Jones e altri membri della setta lo definirono in una registrazione audio un “suicidio rivoluzionario”.

La maggior parte dei seguaci seguì i suoi ordini ingerendo una bevanda a base di uva mescolata con del cianuro.

Altri si suicidarono con un colpo di revolver. I ribelli che non accettarono di suicidarsi furono uccisi.

Alcune testimonianze parlano di adepti che avvelenarono volontariamente i loro stessi figli.

I giornali dell’epoca, citando i resoconti dell’esercito della Guyana, parlarono di 408 morti e 500 persone in fuga nella giungla. Alcuni giorni dopo arrivò l’esercito statunitense, che però parlo di numeri ben più alti: inizialmente 700 e 909 dopo una settimana di ricerche. I sopravvissuti furono 167.