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Alessandro Di Battista: “Sì, la nostra azienda va avanti con enormi difficoltà. Come quasi tutte le pmi in Italia”

Il pentastellato risponde alla critiche dopo l'inchiesta del "Giornale" che ha svelato come l'azienda di famiglia non paghi i dipendenti

Immagine di copertina
Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista fa sentire la sua voce dopo l’inchiesta, pubblicata su Il Giornale, che ha svelato come l’azienda di famiglia – la Di.B Tec srl costituita nel 2001 – non abbia sempre rispettato le regole e le scadenze. Secondo il quotidiano, infatti, l’azienda non ha pagato i lavoratori, i fornitori e l’Inps: “Manca il bilancio del 2017 e ci sono debiti cronici nei confronti dei dipendenti”.

Il grillino, travolto dalle polemiche, si è difeso scrivendo un post sul suo profilo Facebook.

La risposta di Alessandro Di Battista dopo l’inchiesta del “Giornale”

“Eccolo qua, puntualissimo, è arrivato l’attacco del Giornale di Sallusti/Berlusconi alla mia famiglia. Parliamo dello stesso giornale che mesi fa intitolò in prima pagina: ‘Furbata Di Battista, si ritira dalla politica, ma piazza il padre in Parlamento’. Lo stesso giornale che l’anno scorso diede spazio, senza fare verifiche, al suo padrone Berlusconi quando disse che non avevo studiato, non mi ero laureato etc – ha scritto l’ex deputato dei Cinque Stelle – Oggi, udite udite, tramite una visura camerale, una roba pubblica insomma, scopre che la piccola azienda di famiglia (3 dipendenti tra cui mia sorella) ha difficoltà. Chapeau!”.

“A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali ad altrettante pmi per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane – ha continuato Di Battista – E gli consiglio di sbattere in prima pagina tutto ciò che scopriranno”.

Lo scrittore pentastellato, poi, ha ammesso che l’azienda di famiglia naviga in acque basse. “Ebbene sì, la nostra azienda va avanti con enormi difficoltà. Mio padre, ad oltre 70 anni, lavora come un matto. Il carico fiscale è enorme. L’azienda ha avuto difficoltà a pagare puntualmente i 3 dipendenti (tra cui mia sorella). Ciononostante l’azienda tira avanti, così come tante altre, sperando che i colpevoli, che oltretutto oggi provano, in modo scomposto, a fare i carnefici, vengano cacciati una volta per tutte dalle istituzioni”.

Di Battista, inoltre, ha spiegato quali potrebbero essere le sue prossime intenzioni. “Io sono così calmo e tranquillo ultimamente, ma se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone. Stavolta, però, per leggere dei pezzi della sentenza sulla trattativa Stato-Mafia. L’avete voluto voi, evidentemente”.