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Permessi Legge 104: quanto tempo prima richiederli al datore di lavoro?

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Permessi Legge 104: quanto tempo prima richiederli al datore di lavoro?

La Legge 104/1992 – meglio nota semplicemente come legge 104 – costituisce l’insieme di norme che tutelano “l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”

La legge disciplina, in buona sostanza, le agevolazioni riconosciute ai lavoratori affetti da disabilità grave e ai familiari che assistono una persona con handicap in situazione di gravità.

Tra queste agevolazioni c’è la possibilità – concessa sia al lavoratore a cui è stata riconosciuta la legge che ai familiari che danno assistenza a un portatore di handicap – di fare richiesta al proprio datore di lavoro di giorni di permesso retribuiti. Questi, che consistono in tre giorni di riposo al mese, possono essere presi per intero o frazionati in ore.

La domanda che però molto spesso ci si pone è: quanto tempo prima è necessario chiedere al datore di lavoro di usufruire dei giorni di permessi per legge 104?

Permessi Legge 104 | Quanto prima farne richiesta

Quindi, quando richiedere i permessi legge 104? In realtà la risposta a questo quesito non è contenuta nella normativa di riferimento che, in sé, non disciplina la  comunicazione e il preavviso al datore di lavoro per la fruizione dei permessi lavorativi di cui all’articolo 33 della Legge 104/1992.

Il tema, al momento, sembra essere affrontato solo nelle circolari INPS e Funzione Pubblica. La più recente circolare in cui si affronta la questione è la numero 13 del 6 Dicembre 2010 del Dipartimento della Funzione Pubblica, in cui al punto 7 si può leggere:

Salvo dimostrate situazioni di urgenza, per la fruizione dei permessi, l’interessato dovrà comunicare al dirigente competente le assenze dal servizio con congruo anticipo, se possibile con riferimento all’intero arco temporale del mese, al fine di consentire la migliore organizzazione dell’attività amministrativa“.

Tale “vuoto informativo” relativo ai tempi di comunicazione e preavviso ha creato nel tempo non pochi problemi e contenziosi. Tanto che, in molti settori particolari come ad esempio la sanità o il trasporto, il datore di lavoro ha spesso richiesto ai propri dipendenti di stabilire un accordo che potesse garantire l’efficienza lavorativa, nonché il complessivo espletamento dei servizi.

In generale, in mancanza di una regola comune, molti enti sono finiti per darsi una propria organizzazione interna per la fruizione dei permessi al proprio personale.

Ciò nonostante non esistano, quindi, disposizioni in merito a comunicazione e preavviso: i permessi retribuiti per legge 104 sono – e restano – un diritto del lavoratore o del familiare che ne abbia i requisiti previsti dalla legge.

Permessi Legge 104 | Cosa dice il ministero del Lavoro

Sempre per far luce sulle disposizioni in merito a comunicazione e preavviso per i permessi legge 104, l’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori ha avanzato direttamente al ministero del Lavoro una istanza di interpello –  n. 3/2010 – con l’obiettivo di conoscere il parere della Direzione generale sui permessi previsti dall’art. 33, L. n. 104/1992.

In particolare nell’interpello vengono chieste delucidazioni relative proprio alle modalità di fruizione dei tre giorni di permesso mensile, frazionabili anche in permessi orari, e fatte specifiche domande: quanto preavviso è necessario? Chi stabilisce le date di fruizione del permesso? Può il dipendente modificare unilateralmente la giornata programmata per la fruizione del permesso?

La Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro, con un suo specifico parere, è intervenuta per fare un po’ di chiarezza in merito; mancando una disciplina normativa in ordine alle problematicità oggetto di interpello essa ritiene che si debbano richiamare i principi di carattere generale volti a contemperare la necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile.

In tal senso quindi il datore può richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove ricorrano le seguenti condizioni:

  • il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;
  • purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile ad una effettiva assistenza;
  • segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze;
  • la predeterminazione di tali criteri dovrebbe altresì garantire il mantenimento della capacità
  • produttiva dell’impresa e senza comprometterne, come detto, il buon andamento.

Naturalmente tutto ciò in considerazione del fatto che deve essere sempre data la possibilità al dipendente di modificare la giornata programmata per usufruire del permesso, poiché le esigenze di assistenza e tutela del disabile sono da considerarsi prevalenti e prioritarie rispetto alle esigenze imprenditoriali del datore.