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Maturità 2019: come cambia l’esame. Tutte le novità

È uscita la circolare ministeriale con le modifiche previste per l'anno scolastico 2018-2019

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Credit: Getty Images

Il Miur, con il decreto n. 769 del 26/11/2018, ha pubblicato le indicazioni sulle novità dell’anno scolastico 2018-2019 per l’esame di maturità 2019.

Il decreto, nello specifico, adotta i “Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove scritte” e le “Griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi”, previsti dall’articolo 17, commi 5 e 6 del decreto legislativo n. 62/2017.Molte novità erano già state annunciate dal ministro Marco Bussetti a fine agosto.

Le prove scritte passano da tre a due, i crediti accumulabili nell’ultimo triennio passano da 25 a 40 e vengono inserite delle griglie nazionali per la correzione delle prove scritte.

Maturità 2019: l’ammissione all’esame

Quest’anno poi non saranno requisito di accesso né la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova nazionale Invalsi, né lo svolgimento delle ore di alternanza scuola-lavoro, come previsto dal decreto Milleproroghe recentemente approvato in Parlamento.

Per essere ammessi alle prove bisognerà aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore previsto, avere il 6 – la sufficienza – in ciascuna disciplina, avere la sufficienza nel comportamento.

Il consiglio di classe può deliberare l’ammissione anche con una insufficienza in una disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma dovrà motivare la propria scelta.

NOVITÀ MATURITÀ 2019 > ADDIO ALLA TESINA

Maturità 2019: l’abolizione della terza prova

Viene abolita la terza prova, così le prove scritte passano da tre a due. La prima prova scritta, italiano, in programma il prossimo 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacita’ espressive e critiche delle studentesse e degli studenti.

I maturandi dovranno produrre un elaborato scegliendo tra 7 tracce riferite a 3 tipologie di prove in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Le tre tipologie di prova (invece delle quattro attuali) saranno: tipologia A (due tracce) – analisi del testo, tipologia B (tre tracce) – analisi e produzione di un testo argomentativo, tipologia C (due tracce) – riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Per l’analisi del testo la novità principale riguarda il numero di tracce proposte: gli autori saranno due, anziché uno come accadeva fino ad ora. Questo per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi.

Potranno essere proposti testi letterari dall’Unità d’Italia a oggi. L’analisi e produzione di un testo argomentativo (tipologia B) proporrà ai maturandi un singolo testo compiuto o un estratto da un testo piu’ ampio, chiedendone l’interpretazione seguita da una riflessione dello studente.

La tipologia C, il ‘vero e proprio’ tema, proporrà problematiche vicine all’orizzonte delle esperienze di studentesse e studenti e potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca ulteriori spunti di riflessione.

La seconda prova scritta del 20 giugno riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio. Saranno previste griglie nazionali di valutazione, ovvero dei parametri, che saranno fornite alle commissioni per una correzione più omogenea ed equa. Il giudizio resta quindi alle commissioni che utilizzeranno queste griglie anche per la correzione della prova di italiano.

Al liceo classico ad esempio addio alla tradizionale versione, che lascerà il posto a una prova articolata, con traduzione e comprensione del brano. La durata della seconda prova potrebbe arrivare a raggiungere le 8 ore.

Un’altra novità riguarda il fatto che la seconda prova potrebbe essere mista: il Ministero potrebbe decidere di optare per una prova mista che includerà sia Latino che Greco.

Per quanto riguarda lo Scientifico, la seconda prova consisterà nella soluzione di un problema a scelta tra quattro quesiti che riguarderanno matematica e fisica.

Per i Tecnici saranno due parti con una serie di quesiti. Per i Professionali, invece, ci sarà una parte nazionale e una predisposta dalla Commissione.

Maturità 2019: il punteggio finale

Il punteggio finale continuerà a essere espresso in centesimi. Da quest’anno si darà più peso al percorso di studi: nell’ultimo triennio si potranno accumulare fino a 40 crediti, invece dei 25 attuali.

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Per chi fa l’esame quest’anno ci sarà un’apposita comunicazione, entro gli scrutini intermedi, sul credito già maturato per il terzo e quarto anno, che sara’ convertito in base alle nuove tabelle.

Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna delle due prove scritte e 20 per il colloquio. Il punteggio minimo per superare l’esame resta fissato in 60 punti.

La Commissione d’esame può motivatamente integrare il punteggio, fino ad un massimo di 5 punti, ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 30 punti e un risultato complessivo nelle prove di esame di almeno 50 punti.

A gennaio saranno comunicate agli studenti le materie della seconda prova. A febbraio, con largo anticipo rispetto al passato, sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato.