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Da Torino ad Ancona, le bande del peperoncino colpiscono ancora

Il primo caso durante la finale di Champions tra Juventus e Real Madrid, in cui a Piazza San Carlo morì nella calca una persona

Immagine di copertina

Le chiamano bande del peperoncino. Si tratta di gruppi che usano lo spray urticante come una vera e propria arma.

Obiettivi preferiti i concerti, o comunque tutti quei luoghi in cui si crea la folla. Lo scopo di queste bande è chiaro: approfittare dei momenti di panico creati dall’uso dello spray per sottrarre indisturbati nella calca smartphone, collane, portafogli e qualsiasi altra cosa venga in tiro.

Una dinamica ormai consolidata e sempre più frequente.

L’ultimo episodio a Corinaldo, vicino ad Ancona, per il concerto del trapper Sfera Ebbasta in una discoteca, che ha causato la morte di sei persone, tra cui cinque minorenni. Non è ancora stato appurato dalle indagini, ma secondo le prime testimonianze il panico sarebbe stato scatenato proprio dall’uso dello spray.

Il tutto ha un inizio chiaro. La tragedia di piazza San Carlo a Torino del 3 giugno 2017, durante la finale di Champions tra la Juventus e il Real Madrid.

Il bilancio finale di quella nottata è stato pesante: una vittima e 1526 feriti tra le persone che si erano riunite in piazza per assistere alla partita dai maxischermi.

A causare il tutto la banda guidata da “Budino” (nickname di Sohaib Bouimadaghen, giovane di origini marocchine), che ha spruzzato lo spray al peperoncino tra la folla.

Una banda esperta che, come hanno dimostrato le indagini, ha più volte operato fuori dal capoluogo piemontese, andando anche in Olanda e in Belgio.

Gli indagati sono attualmente una cinquantina, ma ad agire erano sempre in una decina, segno che gli uomini che componevano la banda cambiavano di volta in volta, a seconda degli obiettivi.

E così, vista anche la facilità nel procurarsi “l’arma”, i colpi si sono sono susseguiti sempre più di frequente.

E molte nuove bande si sono formate su emulazione di quella guidata da “Budino”.

I concerti rap diventano gli obiettivi più gettonati da parte di questi teppisti.

A ottobre 2017 a Torino, per l’apertura di un’ex fabbrica trasformata in un polo culturale della città, lo spray al peperoncino è stato usato durante il concerto di Ghali ed Elisa.

Per fortuna in quell’occasione la sala era stata evacuata in pochi minuti senza creare danni.

Ma proprio il rapper Sfera Ebbasta era stato già preso di mira da queste bande.

Prima della tragedia di Cerinaldo, infatti, episodi simili si erano verificati nelle Marche, a Sinigallia, ad aprile 2018 e successivamente a settembre a Mondovì, per il Festival Wakeup.

Un anno prima nel mirino era finito Ghali. A Garlasco, invece, durante la notte di Halloween, in venti erano rimasti intossicati dalle esalazioni.

L’ultimo caso a gennaio alla discoteca Fabrique.

Spray al peperoncino | Cos’è

Dal 2011 l’acquisto dello spray urticante è diventato legale come strumento di autodifesa.

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Per poterlo acquistare non è necessario il porto d’armi, basta aver compiuto 16 anni.

Si tratta di una miscela a base di Oleoresin Capsicum (Oc), derivato appunto dal peperoncino di Cayenna.

Lo spray al peperoncino si può facilmente comprare nelle armerie, nelle farmacie o sul web. Il costo varia dagli otto ai 25 euro circa.