Me

Tassa di successione: cos’è, a chi spetta, come e quando pagarla

Immagine di copertina

Tassa di Successione | Cos’è | Come si paga | Quando | Aliquote | Calcolo

La tassa di successione è un’imposta che devono pagare coloro i quali ricevono in eredità beni immobili e diritti reali immobiliari e presentano quindi la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate.

A partire dal 23 gennaio 2017 ogni contribuente ha la possibilità di presentare la dichiarazione di successione e domanda di volture catastali direttamente online; questo grazie ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Ma entriamo maggiormente nel dettaglio di cos’è questa imposta, come si calcola e a chi spetta.

Tassa di successione | Chi deve pagarla 

La dichiarazione di successione deve essere presentata da uno dei soggetti obbligati all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate della circoscrizione del defunto entro 12 mesi dalla data di apertura della successione.

Ma chi sono i soggetti obbligati? Devono presentare tale dichiarazione – ai sensi dell’articolo 28, comma 2, del TUS – queste categorie:

  • i chiamati all’eredità e i legatari, anche nel caso di apertura della successione per dichiarazione di morte presunta, o i loro rappresentanti legali
  • gli immessi nel possesso temporaneo dei beni dell’assente
  • gli amministratori dell’eredità e i curatori dell’eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari

Chi invece non è tenuto a pagare questo particolare tipo di imposta sono i chiamati all’eredità ed i legatari che abbiano rinunciato all’eredità o al legato anteriormente alla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione di successione ed i chiamati che, non essendo nel possesso dei beni ereditari, abbiano nominato un curatore per l’eredità giacente ai sensi dell’articolo 528 c.c..

Inoltre, non si è obbligati a pagare la tassa nel caso ricorrano contemporaneamente tutte queste condizioni:

  • l’eredità sia devoluta al coniuge ed ai parenti in linea retta del defunto
  • l’attivo ereditario abbia un valore non superiore a 100.000 euro
  • l’eredità non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari

Tassa di successione | Aliquote e franchigie

Per quanto riguarda aliquote e franchigie stabilite per l’imposta sulle successioni e donazioni, esse sono previste dall’articolo 2, comma 48, del D.L. n. 262 del 2006. Nello specifico le aliquote vengono applicate:

  • del 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro
  • del 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, 100.000 euro
  • del 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia
  • dell’8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia

Inoltre, oltre alle franchigie di 100 mila euro e di 1 milione di euro, ve ne è una ulteriore: si tratta dei trasferimenti effettuati in favore di soggetti portatori di handicap, riconosciuto grave ai sensi della legge n. 104 del 1992.

Tassa di successione | Come si paga e quando

L’imposta di successione viene liquidata dall’ufficio sulla base dei dati indicati nella dichiarazione di successione, tenendo anche conto delle eventuali dichiarazioni sostitutive.

Il pagamento dell’imposta deve essere effettuato entro 60 giorni dalla data in cui è stato notificato l’avviso di liquidazione. Scaduto tale termine possono essere resi applicabili, oltre alle sanzioni, anche gli interessi di mora.

La tassa di successione può anche essere pagata a rate, attraverso queste modalità:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la parte restante, è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.

La rateazione però non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro. Inoltre, la decadenza è esclusa in caso di “lieve inadempimento”, e cioè in caso di:

  • insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000 euro
  • tardivo versamento della somma pari al 20%, non superiore a 7 giorni.

Il lieve inadempimento è applicabile anche al versamento in unica soluzione.

Per quanto riguarda il pagamento – come già anticipato – l’Agenzia delle Entrate dal 1 gennaio 2019 renderà obbligatoria la presentazione della dichiarazione di successione online tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

A tal fine è possibile utilizzare l’applicativo disponibile sul sito internet dell’Agenzia, installare sulla propria postazione di lavoro il software di compilazione SuccessioniOnLine, compilare il file, allegare i documenti, salvare, accedere ai servizi telematici ed inviare. In alternativa, è possibile rivolgersi ad un intermediario.

Tassa di successione | E’ previsto un aumento per il 2019?

Nessun aumento è previsto, relativamente a questa imposta, per il 2019, nonostante fosse stato preventivato nella Legge di Stabilità 2015 un innalzamento delle aliquote dal 4 al 5% per i parenti in linea retta, dal 6 all’8% per gli altri congiunti e al 10% per gli ereditari stranieri.

Tali aumenti non sono dunque stati confermati, nemmeno nell’ultima Legge di Bilancio.