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“Novecento”: il film di Bernardo Bertolucci con Robert De Niro e Gérard Depardieu

La pellicola venne presentata alla 29esima edizione del Festival di Cannes

Immagine di copertina
Un frame di "Novecento"

Novecento, capolavoro di Bernardo Bertolucci, è l’11esima pellicola girata dal regista. Realizzato nel 1976 e presentato al Festival di Cannes, il film è un dramma storico ambientato in Emilia che racconta l’amicizia tra due uomini, un possidente terriero e un contadino, in un macrocontesto: quello degli scontri sociali tra fascisti e comunisti che si ebbero in Italia nella prima metà del ‘900.

La trama

La storia si apre sulle campagne parmensi, dove alcuni partigiani hanno catturato gli ultimi fascisti. Un ragazzo ha sotto il suo controllo un proprietario terriero, Alfredo Berlinghieri. Con un flashback si fa un passo indietro nel tempo e si giunge al momento della sua nascita.

I protagonisti, infatti, sono nati entrambi nello stesso giorno – il 27 gennaio 1901 – e nello stesso luogo. Sono diversi, però, per quanto riguarda la posizione sociale: Alfredo Berlinghieri è figlio di proprietari, mentre Olmo Dalcò è il figlio illegittimo di una contadina che lavora per la ricca famiglia. I due, crescendo, diventeranno amici.

Ma la lora vita sarà attraversata da diversi avvenimenti: dalle lotte socialiste dei poveri contadini allo scoppio della Prima guerra mondiale fino alla nascita del fascimo. Le ultime scene del film sono ambientate nel periodo successivo alla Liberazione, e precisamente al 28 aprile 1945.

Il cast

Alfredo e Olmo sono interpretati da Robert De Niro e Gérard Depardieu. Burt Lancaster, invece, è il nonno di Alfredo, mentre Donald Sutherland è il crudele guardiano Attila. Nel cast anche Stefania Sandrelli, Alida Valli e Dominique Sanda.

Le musiche sono composte da Ennio Morricone, mentre la fotografia è curata da Vittorio Storaro.

L’accoglienza da parte del pubblico

Nelle sale italiane il film venne proiettato, riscuotendo gran successo, in due fasi: Novecento Atto I e Novecento Atto II. Negli Stati Uniti il film fu compattato e la sua durata fu ridotta a quattro ore. Ciò nonostante non fu accolto positivamente a causa delle tematiche affrontate.

Novecento fu sequestrato per oscenità e blasfemia dal Pretore di Salerno nello stesso anno di uscita. Il giudizio era dovuto in parte alla scena di pedofilia perpetrata da Attila nei confronti di un ragazzino, sia per la bestemmia in dialetto pronunciata dal contadino Demesio.

La decisione, però, fu presto annullata e il film circolò nuovamente nei cinema.