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Roma, Netflix pubblicizza il nuovo Spelacchio con uno spot | VIDEO

Il colosso dello streaming è lo sponsor dell'albero di Piazza Venezia da 376mila euro

Immagine di copertina
Spelacchio versione 2017, in attesa del nuovo albero di Natale targato Netflix

Albero di Natale Roma Spot Netflix | Spelacchio 2 | 2018 | VIDEO

Netflix, l’azienda californiana divenuta ormai leader assoluto dello streaming su internet, ha rilasciato sui suoi canali ufficiali un video pubblicitario sul nuovo Spelacchio, l’albero di Natale di Roma, versione 2018, di cui è sponsor.

“Eccomi – dice in italiano, nel video, il nuovo Spelacchio – sono tornato. E sono tutto intero”. Il riferimento è al vecchio albero di Natale di Piazza Venezia che lo scorso anno, dopo esser stato smontato, è stato trasformato in assi di legno.

> QUI IL VIDEO DI NETFLIX SUL NUOVO SPELACCHIO

Lo spot, marcatamente ironico, serve a lanciare una campagna pubblicitaria che accompagna i romani, ma non solo, all’8 dicembre, il giorno dell’accensione ufficiale del nuovo Spelacchio, in Piazza Venezia.

Non si tratta ovviamente dello stesso albero dello scorso anno, che si era guadagnato questo soprannome perché spoglio e secco, poi tagliato e trasformato in una casetta. Ma quello del 2018 è un altro abete rosso, quindi molto simile a Spelacchio.

Albero di Natale Roma | Di cosa parla lo spot di Netflix

Lo spot parte inquadrando un baule di legno, poi un armadio dello stesso materiale, mentre Spelacchio racconta di essere tornato. Si dà così l’impressione che quel baule e quell’armadio siano fatti proprio del legno proveniente dal vecchio Spelacchio.

Subito dopo, però, parte il racconto dell’abete, che ricorda ciò che ha fatto nell’ultimo anno. “Ho viaggiato – spiega Spelacchio – in America, Spagna, Ostia”.

> QUI TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULL’ALBERO DI NATALE DI ROMA 2018

Poi si concentra sulla fama da attore che ha ottenuto oltreoceano e sulla chiamata dei Duffer Brothers, i fratelli registi statunitensi che, al telefono, lo chiamavano “Spelaccio”.

Arriva così una carrellata dei suoi “ultimi film”. Tanti generi diversi, da Suburra a qualcosa di più magico come Disincanto, il nuovo film firmato dal creatore dei Simpsons Matt Groening.

Non solo serie, tra cui la Casa di Carta (“Ero tagliato per il ruolo! Questa l’hai capita?, dice Spelacchio al suo interlocutore”, ma anche film cinematografici.

Per lui anche qualche ruolo “drammatico”, come quando ha dovuto partecipare alle riprese del video “caminetto acceso”, uno dei must invernali di Netflix.

“Ora torno nella mia città”, dice infine l’abete, spiegando che il suo obiettivo è quello di cambiare il semplice ruolo di albero di Natale in piazza. “No, non voglio ringraziamenti – la chiosa finale -, mi bastano gli applausi!”.

Albero di Natale Roma 2018 | La storia di Spelacchio

“Prendiamola col sorriso, si sono affezionati tutti!”, ha detto Virginia Raggi a gennaio 2017, nel giorno in cui l’albero di Natale di Piazza Venezia è stato smontato.

Fino ad allora infatti la sindaca di Roma era stata sempre restìa a commentare la vicenda di Spelacchio, l’abete rosso pagato 50mila euro dal Comune per ornare uno dei luoghi più importanti della città e finito nella bufera per il suo stato di salute.

Qualche settimana prima infatti l’albero era stato scelto in Val di Fiemme, tagliato e trasportato a Roma. Arrivato nella Capitale, però, la scoperta: l’albero era secco, poco rigoglioso, moribondo. Il confronto con l’albero di Milano era impietoso.

In tanti si sono chiesti perché Spelacchio fosse così spoglio. Ma mentre i cittadini si interrogavano sul suo stato di salute, le immagini dell’albero di Natale di Piazza Venezia hanno fatto il giro del mondo.

Moltissime persone hanno iniziato ad appendere sui rami di Spelacchio alcuni bigliettini. “Rip, Spelacchio”, “L’importante è essere belli dentro”: la maggior parte dei messaggi erano di incoraggiamento, come quelli lasciati sull’abete l’11 gennaio, giorno dello spegnimento ufficiale delle luci.

Quest’anno, invece, il Comune ha deciso di non rischiare e cambiare totalmente rotta. Nessuna spesa, ma l’affidamento a Netflix. Ma l’obiettivo di superare la celebrità raggiunta da Spelacchio non sembra così facile da raggiungere.

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