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Usa, si dimette il capo gabinetto della Casa Bianca John Kelly

I rapporti tra il generale del corpo dei Marine in pensione e il taycoon erano ormai deteriorati

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Il capo di gabinetto della Casa Bianca, John Kelly, ha deciso che lascerà il suo incarico a fine anno, secondo quanto riferito dal presidente Trump.

Le sue dimissioni erano attese da giorni: i rapporti tra il generale dei Marine in pensione e il taycoon erano ormai deteriorati.

Il presidente Trump, che ha dato l’annuncio ai giornalisti alla Casa Bianca l’8 dicembre 2018, ha detto che il nome del successore sarà annunciato nei prossimi giorni.

Kelly è solo l’ultimo funzionario in ordine di tempo ad aver abbandonato l’Amministrazione Trump.

Subito dopo le elezioni di metà mandato, a presentare le sue dimissioni era stato il ministro della Giustizia Jeff Sessions.

La messa alla porta di Session, mandato via il giorno dopo le elezioni di metà mandato, non è una sorpresa. Il rapporto tra i due aveva conosciuto un momento di crisi  quando l’ormai ex ministro si era astenuto durante l’indagine sul Russiagate, che nel 2017 aveva delegato al suo voce Rod Rosenstein.

La scelta era stata dovuta al fatto che Sessions, durante la fase della sua nomina, aveva nascosto al Senato i suoi incontri con l’allora ambasciatore russo negli Stati Uniti durante la campagna elettorale di Trump, per cui lavorava come senatore.

Durante un comizio avvenuto il 5 novembre, l’inquilino della Casa Bianca aveva detto: “Le amministrazioni generalmente effettuano modifiche dopo le elezioni di midterm. La mia probabilmente rientrerà in questa categoria. Adoro il mio governo, per la maggior parte. Abbiamo persone di enorme talento”.

Il suo incarico è stato affidato il 7 dicembre da William Barr, che aveva già ricoperto lo stesso incarico negli anni Novanta.

Noto avvocato conservatore, Barr ha ricoperto il ruolo di ministro della Difesa sotto il presidente George H W. Bush dal 1991 al 1993.

Il presidente, annunciandone la nomina, ha definito Barr un “avvocato rispettato sia dai Repubblicani che dai Democratici” e “un uomo fantastico”.