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La rivista Left candida il comune di Riace al Nobel per la Pace

Secondo i promotori, supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della Pace è un atto di impegno civile

Immagine di copertina
Mimmo Lucano

La rivista Left ha candidato il comune di Riace al Nobel per la Pace. Sul sito internet si legge che la proposta è stata avanzata da una rete di organizzazioni della società civile, Ong e Comuni.  (qui il profilo di Mimmo Lucano).

“Siamo a a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni”, scrivono su Left. 

“Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti”.

I promotori dell’iniziativa hanno riassunto la vicenda che ha interessato il primo cittadino di Riace, sospeso dalla carica e costretto a lasciare la sua casa: contro di lui infatti è stato disposto un divieto di dimora.

Dura la condanna espressa contro i giudici, accusati di aver cercato di ” porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati”.

“Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della Pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa”, concludono i promotori.

Sulla possibilità di vincere questo importante riconoscimento si era espresso lo stesso Lucano, che in un’intervista all’Ansa ha affermato: “Sogno di tornare sindaco di Riace e che il mio paese possa vincere il Premio Nobel per la Pace: credo di aver subito un’ingiustizia”.

“Sarebbe un premio a chi non si rassegna all’egoismo, all’odio razziale e alle discriminazioni”.