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‘Natale a 5 stelle’, Martina Stella: “La mia Maria Elena Boschi è più emotiva della vera”

Il film, primo cinepanettone prodotto da Netflix, è disponibile sulla piattaforma dal 7 dicembre 2018

Immagine di copertina
Martina Stella in "Natale a 5 stelle"

La presenza della satira politica in Natale a 5 stelle – il primo cinepanottone prodotto da Netflix e disponbile sulla piattaforma da venerdì 7 dicembre 2018 – era un elemento già noto. Ma a confermarlo ulteriolmente è stata proprio una delle interpreti del film, Martina Stella. L’attrice, infatti, nella pellicola diretta da Marico Risi sarà Maria Elena Boschi.

Nelle ultime ore è iniziata a circolare un’immagine in cui Stella interpreta l’ex ministro per le Riforme Costituzionali (durante il governo Renzi). Anche se il riferimento non è esplicito, Stella è una politica del Pd di origini toscane – che nel film si chiama Giulia Rossi – e che prende parte a una missione a Budapest organizzata del premier 5 Stelle, Rispoli (ossia Massimi Ghini).

“Per il mio ruolo ho seguito molte tribune politiche in televisione e in realtà la Boschi è sempre estremamente controllata e lucida, anche quando viene attaccata dagli avversari. La mia Giulia, invece, fatica a gestire le emozioni” ha raccontanto l’attrice toscana sul suo ruolo.

Stella, però, non nasconde una certa somiglianza almeno sul piano estetico con l’attuale deputata del Pd: “Siamo anche coetanee, io appena un po’ più giovane (34 anni) e tutte e due siamo nate tra Montevarchi e l’Impruneta”.

La trama di “Natale a 5 stelle”

La pellicola, firmata da Marco Risi, si rifà alla commedia Out of Order di Ray Cooneey. Narra, quindi, del Natale ormai alle porte e di una delegazione politica italiana, guidata dal presidente del Consiglio, che parte per l’Ungheria in visita ufficiale.

Tra un impegno politico e l’altro, però, il premier vorrebbe trascorrere del tempo insieme a una giovane onorevole dell’opposizione, che viaggia insieme alla delegazione.

La fuga romantica dei due politici sembra procedere per il meglio, finché i due non scoprono un cadavere nella loro camera dell’hotel in cui alloggiano. A quel punto, nel panico, i due decidono di affidare i loro destini (politici) al portaborse del premier – soprattutto per evitare che si sappia della scappatella.