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Caso Khashoggi: la Turchia emette due mandati d’arresto per funzionari sauditi

Per la Procura, entrambi erano membri dello "squadrone della morte" arrivato da Riad poche ore prima che Khashoggi entrasse nel consolato saudita

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La procura generale di Istanbul ha emesso ordini di arresto nei confronti di due funzionari sauditi: l’accusa è di aver ucciso Jamal Khashoggi, il giornalista assassinato il 2 ottobre 2018.

La notizia è stata data dall’agenzia Reuters, che cita fonti della procura turca, secondo cui i destinatari dei provvedimenti sono Saud el Kahtani e Ahmed Asiri.

Per la Procura, entrambi erano membri dello “squadrone della morte” arrivato da Riad poche ore prima che Khashoggi entrasse nel consolato saudita.

Con questo mandato d’arresto nei confronti di due ufficiali si fa sempre più evidente il coinvolgimento del principe ereditario Mohammed bin Salman, già accusato dalla Cia di essere il mandante dell’omicidio del dissidente saudita.

Intanto proseguono le indagini degli inquirenti turchi, ancora sulle tracce dei contatti locali dei sauditi e del corpo o per lo meno di tracce biologiche del giornalista.

Gli investigatori, in base a quanto emerso finora, ritengono che grazie alla presenza di un anatomopatologo il corpo sia stato fatto a pezzi e poi disciolto nell’acido, sostanza di cui sono state rinvenute tracce all’interno della residenza del console saudita, adiacente al consolato in cui si è consumato l’omicidio.

Le ultime notizie

Secondo le ultime rivelazioni dell’emittente la Cnn, il giornalista saudita Jamal Khashoggi voleva fondare un “esercito virtuale” contro il principe Mohammed bin Salman, descritto spesso come “la bestia”.

La Cnn ha pubblicato circa 400 messaggi whatsapp scambiati tra Khashoggi e l’attivista saudita in Canada, Omar Abdulaziz.

In un messaggio di Khashoggi, scritto dopo l’ennesimo giro di vite contro gli attivisti sauditi, il giornalista scrisse “più vittime fa più ne desidera”, riferendosi al pirnciepe ereditario, aggiungendo che “nemmeno chi lo sostiene ora può dirsi al sicuro”.

Sanzioni internazionali

La Francia ha imposto sanzioni contro i 18 cittadini sauditi coinvolti nell’omicidio di Khashoggi per impedire che possano entrare in territorio nazionale e nell’area Schengen. La stessa decisione è stata presa dal governo tedesco, che ha anche bloccato completamente le esportazioni di armi e annullato i contratti già esistenti con l’Arabia Saudita.

L’esempio di Francia e Germania è stato seguito poi dalla Danimarca, che ha sospeso l’iter l’iter di approvazione della vendita di armi e attrezzature militari a Riad.